Muore Sario Ricci, il papà di Elettrofaul e Tuscia Comix
sario ricci
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VITERBO - E' morto all'ospedale di Belcolle. Da tempo era costretto alla dialisi ed era in attesa di un trapianto. Non ce l'ha fatta. Secondo indiscrezioni sarebbe risultato positivo al Covid-19. Ancora non sono stati decisi i funerali. 

VITERBO – Sario Ricci ha chiuso la porta della vita e ha lasciato tutto e tutti. Così, all’improvviso, in una giornata di pioggia. Classe 1962, foggiano di nascita e viterbese di lungo corso. 

Di questa città conosceva i difetti ma in realtà la amava. Uomo fatto di musica e delle tante declinazioni che questa può avere. Probabilmente la cosa che più gli è riuscita, anche perché fu davvero capace di cogliere lo spirito di certi anni e a un livello da grande città, è stata Elettrofaul. 

E’ morto all’ospedale di Belcolle. Da tempo era costretto alla dialisi ed era in attesa di un trapianto. Non ce l’ha fatta. Secondo indiscrezioni sarebbe risultato positivo al Covid-19. Ancora non sono stati decisi i funerali. 

Persona molto nota in città per il suo essere un organizzatore di eventi. L’ultimo in ordine temporale Tuscia Comix. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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