Muore in una clinica di Siena 74enne viterbese dopo un'operazione alla schiena di routine
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VITERBO - "Massima trasparenza e rigore guideranno ogni accertamento, così come massima è la fiducia nei nostri medici e professionisti". Questa la nota del Rugani Hospital. 

SIENA – Muore a 74 anni dopo un intervento di routine alla schiena effettuato alla Clinica Rugani. Il decesso della donna, residente in provincia di Viterbo, è avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 febbraio. A darne notizia è stata la stessa azienda che gestisce la clinica, una struttura di livello e frequentata spesso da viterbesi, che ha avviato un’indagine interna su quanto avvenuto. Ed ha richiesto autopsia.

La donna era stata sottoposta a un intervento di neurochirurgia per artrodesi sulla colonna vertebrale. L’intervento è stato effettuato nel pomeriggio in anestesia totale, è durato circa un’ora e la donna è uscita dalla sala operatoria già vigile, tanto da aver parlato con i familiari.

“Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio una donna di 74 anni residente in provincia di Viterbo e ricoverata presso la nostra struttura per un intervento alla schiena è deceduta per cause ancora da accertare. La direzione di Rugani Hospital esprime il più sentito cordoglio ai familiari della paziente. Comprendiamo il dolore di questo momento e siamo vicini alla famiglia. Rugani Hospital ha immediatamente attivato tutte le procedure interne per fare chiarezza sul decesso occorso post intervento, richiedendo l’esame autoptico. Un atto che riteniamo fondamentale per fare chiarezza e tutelare il rapporto consolidato di trasparenza e fiducia tra i pazienti e la nostra clinica. Massima trasparenza e rigore guideranno ogni accertamento, così come massima è la fiducia nei nostri medici e professionisti”. Questa la nota del Rugani Hospital. 

 

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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