Muore il professore Maurizio Malaguti, presidente del Centro Studi Bonaventuriani
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BAGNOREGIO - “La notizia della scomparsa del professor Malaguti segna un giorno triste per la nostra città – così il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti -. Sempre vicino al nostro territorio ha ricoperto un ruolo chiave alla guida del Centro Studi Bonaventuriani, che rappresenta un fiore all'occhiello delle nostre realtà culturali. Le condoglianze, da parte di tutta l'amministrazione comunale, alla famiglia del professore”.

BAGNOREGIO – E’ scomparso, all’età di 76 anni, il professore Maurizio Malaguti, stimato studioso e Presidente del Centro Studi Bonaventuriani di Bagnoregio.

“La notizia della scomparsa del professor Malaguti segna un giorno triste per la nostra città – così il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti -. Sempre vicino al nostro territorio ha ricoperto un ruolo chiave alla guida del Centro Studi Bonaventuriani, che rappresenta un fiore all’occhiello delle nostre realtà culturali. Le condoglianze, da parte di tutta l’amministrazione comunale, alla famiglia del professore”.

Malaguti è stato uno stimato professore di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna. Nella sua brillante carriera ha svolto un’intensa attività didattica, coniugando l’insegnamento alle attività di ricerca. Con particolare interesse alla storia della filosofia.

La sua produzione scientifica abbraccia autori diversi nel contesto di un unico progetto. L’intento dominante della sua ricerca ha puntato a studiare i temi della metafisica classica e cristiana, in rapporto ad alcune questioni fondamentali del pensiero contemporaneo. Intensa è stata l’attività di partecipazione e promozione di congressi nazionali e internazionali. Nel 1994 è stato nominato membro della Académie des Sciences, Arts e Belles Lettres di Dijon. Nel 1996 gli è stato conferito il sigillo dell’Università degli Studi di Trnava (Slovacchia), nel 1998 il sigillo della Université de Bourgogne e nel 2003 il sigillo dell’Université de Montpellier.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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