Muore all'improvviso a 62 anni il noto fotografo Claudio Cavalloro
Foto Claudio Cavalloro fotografo
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I funerali si terranno questo mercoledì 25 febbraio alle ore 14.30 presso la Basilica di Santa Maria della Quercia. Lascia una figlia e la compagna. La notizia è stata appresa con profondo dispiacere da i tantissimi che lo conoscevano. La redazione de La Fune esprime le proprie condoglianze alla famiglia.

VITERBO – Muore a 62 anni anni, all’improvviso, il fotografo Claudio Cavalloro. Conosciutissimo a Viterbo ma anche in provincia. Con le sue fotografie ha catturato tanti attimi della vita collettiva del territorio. Fotografo anche per il Teatro dell’Unione.

I funerali si terranno questo mercoledì 25 febbraio alle ore 14.30 presso la Basilica di Santa Maria della Quercia. Lascia una figlia e la compagna. La notizia è stata appresa con profondo dispiacere da i tantissimi che lo conoscevano. La redazione de La Fune esprime le proprie condoglianze alla famiglia.

Purtroppo è venuto a mancare improvvisamente Claudio Cavalloro – scrivono dal Teatro Unione -. Per anni ha impresso nelle sue fotografie il riflesso della sua personale visione su tutta la nostra programmazione. Claudio è stato una presenza costante nella vita di tutti noi, da quando il teatro ha riaperto, nel 2017. 

Come tutti i fotografi teatrali la sua bravura era nel non farsi vedere e nel non farsi sentire dal pubblico. Ma sono suoi quasi tutti gli scatti legati ai nostri eventi, sue tutte le immagini che avete avuto modo di vedere, dopo che veniva chiuso il sipario. Non avremo più le sue foto a fissare nel tempo le visioni e le emozioni che nascono e svaniscono all’interno di quel mondo effimero che è il teatro. Mancherà la sua visione sulle cose, e a tutti quelli che, come noi, hanno avuto la fortuna di conoscerlo, mancherà tantissimo la sua passione e la sua sorridente gentilezza. Ci stringiamo alla sua famiglia e ai suoi cari”.

Lietta Granato della Scuola di Fotografia Click! lo ricorda così: “E’ stato uno dei miei primi allievi, quando ancora tenevo corsi di fotografia per un’altra associazione, dietro il Teatro Unione. Era sempre sorridente, ed era la persona più curiosa, affamata di sapere ed entusiasta che io abbia mai conosciuto. Se n’è andato praticamente sul campo, mentre fotografava: uno dei suoi innumerevoli hobby che svolgeva a livello professionale”.

Il Sodalizio dei Facchini: “esprime profondo cordoglio per l’improvvisa scomparsa di Claudio Cavalloro, fotografo appassionato che più volte ha partecipato come esterno al Trasporto ed alle sfilate in occasione delle Cene in Piazza. Di Claudio ricorderemo l’innata simpatia, il garbo e la gentilezza, doti umane non comuni. In questo momento di grande dolore i Facchini si stringono attorno ai famigliari. Che Rosa lo accolga tra le sue braccia e lo accompagni dinanzi al Padre Celeste. Riposa in pace, caro Claudio”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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