Muore a 43 anni Valeria Luzi, originaria di Vetralla aveva fatto strada nel cinema a Ferrara
Valeria Luzi
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Una mente "creativa e appassionata -la descrive il primo cittadino ferrarese- dalla quale è nata la filiera creativa Ferrara La Città del Cinema, di cui era direttrice generale, ma anche il progetto Gherardi Villaggio del Cinema, per rigenerare attraverso la street art la piccola frazione di Jolanda di Savoia".

FERRARA – si è spenta a 43 anni una giovane donna originaria di Vetralla. Valeria Luzi, scrittrice, sceneggiatrice e produttrice cinematografica, si era fatta strada a Ferrara, dove aveva sposato l’attore e produttore ferrarese Stefano Muroni. E’ morta domenica 18 maggio all’ospedale Sant’Anna di Cona (Ferrara) dopo una battaglia con il tumore.

A darne notizia in una nota è il sindaco di Ferrara Alan Fabbri che parla di “un dolore profondo che ha colpito la comunità ferrarese. Il lutto per la morte di Valeria Luzi, talento del settore cinematografico e anima creativa di Ferrara La Città del Cinema, coinvolge tutti, per il suo impegno professionale e personale nella nostra città insieme al marito Stefano Muroni. A lui e alla famiglia di Valeria rivolgiamo le nostre più sincere condoglianze”.

Una mente “creativa e appassionata -la descrive il primo cittadino ferrarese- dalla quale è nata la filiera creativa Ferrara La Città del Cinema, di cui era direttrice generale, ma anche il progetto Gherardi Villaggio del Cinema, per rigenerare attraverso la street art la piccola frazione di Jolanda di Savoia”.

Aveva raccontato la malattia, con grande coraggio, anche sui social. I funerali si svolgeranno questo mercoledì 21 maggio. Il corteo funebre partirà alle ore 14,15 dall’Arcispedale Sant’Anna di Cona per raggiungere il Santuario di Mottatonda, dove alle ore 15,00 sarà celebrata la messa. Una seconda cerimonia si svolgerà giovedì 22 maggio alle ore 15,30 a Cura di Vetralla, paese d’origine della famiglia Luzi.
 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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