Multe, i viterbesi non le pagano. Incassati solo 51mila euro a fronte di un milione e 600mila spettanti
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A Viterbo non si pagano le multe e di brutto.

A Viterbo non pagano le multe, è quanto venuto fuori dal consiglio comunale di questa mattina. La questione è stata tirata fuori dal capogruppo di Forza Italia Claudio Ubertini, che si è dichiarato sbalordito dei numeri ottenuti con un apposito accesso agli atti. La Polizia Municipale ha trasmesso a Equitalia un mare di multe non pagate, per un totale di un milione e 647mila euro. Al 31 agosto Equitalia è riuscita a recuperare appena 51.690 euro. Briciole.

“Credevamo che piovesse, ma non che grandinasse”, commenta Ubertini. Si tratta di sanzioni al codice della strada dell’ultimo anno e mezzo. Di queste una parte diventa esecutiva verso fine mese, per una cifra che si aggira intorno ai 400mila euro. Mancano comunque all’appello un milione e 200mila euro circa. 

Una situazione che sembra essere in linea con quanto sta accadendo a livello nazionale, ma che comunque non fa dormire proprio sereni.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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