M&P - Lorenzo Cantarini, nato per il successo
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Dopo una breve pausa, continuiamo la serie dei giovani viterbesi, dei figli della Tuscia che si sono imposti alla ribalta nazionale e internazionale nell’ambito delle arti. Concludiamo oggi con i Dear Jack, con l’ultimo dei viterbesi che fa parte del gruppo: Lorenzo Cantarini.

Dopo una breve pausa, continuiamo la serie dei giovani viterbesi, dei figli della Tuscia che si sono imposti alla ribalta nazionale e internazionale nell’ambito delle arti. Concludiamo oggi con i Dear Jack, con l’ultimo dei viterbesi che fa parte del gruppo: Lorenzo Cantarini.

Un artista che nel suo Dna ha scritto che sarebbe diventato un grande. E’ nato a Orvieto il 24 agosto del 1990. I primi anni della sua vita, insieme al fratello minore Giorgio, li ha passati in una casa in mezzo a un bosco, dove erano andati ad abitare insieme ai genitori. In una sua biografia ufficiale dice: “Lì ho imparato l’amore e il rispetto per la natura”. La musica in qualche modo ha fatto sempre parte della sua vita, nella sua casa, ci sono sempre stati degli strumenti musicali, dalla chitarra al pianoforte, dalla tromba all’armonica.

Sia il padre che il fratello maggiore Daniele stimolavano la sua curiosità nei confronti di questi strumenti, anche se lui ha sempre prediletto la chitarra. Ma la musica sarebbe stata il suo destino, la madre gli ha sempre fatto ascoltare molta musica, sin da quando lo aveva in grembo, metteva il disco con l’Adagio di Albinoni.

A cinque anni con fratello Giorgio e mamma si trasferiscono a Montefiascone, il paese della madre. Il fratello più piccolo, Giorgio, in quel periodo ha conosciuto il successo interpretando la parte di Giosuè nel film premio Oscar di Roberto Benigni ‘La Vita è Bella’. Questo evento ha portato un cambiamento notevole nella vita sia sua che in quella della famiglia.

Dopo aver ascoltato per la prima volta Jimi Hendrix, a 11 anni grazie alla passione del padre per questo artista, decide di iscriversi a una scuola di musica e prendere lezioni di chitarra. In quella scuola conosce Alessandro Presti e da quel momento le loro carriere artistiche non si separeranno più.

Negli anni del liceo ha avuto le prime esperienze con due band con cui ha cominciato a scoprire la magia della “musica suonata insieme”: Brain Shock e Repsel. Con i Brain Shock, dove era il cantante e chitarrista, ha anche aperto un concerto di Ligabue a Campovolo nel 2011, esibendosi di fronte a 120mila  persone. Nell’estate del 2014 ha conosciuto Alessio Bernabei e Francesco Pierozzi tramite un’amicizia in comune, cercavano un chitarrista per riformare una band che si chiamava Dear Jack. E’ riuscito a portare nel progetto, Alessandro Presti. Da lì è cominciato il viaggio verso il successo che continua e continuerà a lungo.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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