Mozione Renzi, Serra: “Siamo in tanti, l'importante è essere veramente renziani”
Circolo Pd 01 Mancini Serra
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Soprattutto nell'area renziana si assiste a un grande affollamento. Dentro, oltre ai renziani della prima ora, si sono accasati i "fioroniani" e il gruppo della "segreteria provinciale" capitanato da Andrea Egidi. Abbiamo incontrato il renziano del primo minuto Francesco Serra per capire con lui qual è l'umore.

Dentro la casa dei democratici ci si prepara ad attrezzare un nuovo congresso. Data fissata quella del 30 aprile e si sono formati i gruppi a sostegno delle varie mozioni. A Viterbo due su tre: Renzi e Orlando. Il povero Emiliano, al momento risulta non pervenuto.

Soprattutto nell’area renziana si assiste a un grande affollamento. Dentro, oltre ai renziani della prima ora, si sono accasati i “fioroniani” e il gruppo della “segreteria provinciale” capitanato da Andrea Egidi. Abbiamo incontrato il renziano del primo minuto Francesco Serra per capire con lui qual è l’umore. 

 

C’è un grande affollamento a sostegno di Matteo Renzi, che ne pensa?

“Siamo in tanti, siamo fortunatamente numerosi. Con atteggiamenti diversi …”

Voi renziani della prima ora non vi sentite un po’ invasi?

“Ben vengano tutti, non c’è nessun problema. L’importante è che si sia veramente renziani. Bisogna vedere come si va poi al congresso, chi rappresenta. Quali saranno gli spazi …”

Come capite chi conta di più dentro questo fronte così largo?

“Lo dice il corpo elettorale. E’ lì che ci si misura davvero”.

Però ora mettete tutto nel calderone, poi come vi regolate per le quote di decisione delle candidature?

“Non lo so come lo capiremo. Ci sono le primarie come metodo di selezione, per quello che riguarda Viterbo le metteremo in campo. Per le candidature al Parlamento sono legate a meccanismi di preferenza e di fronte al corpo elettorale le maschere si levano. Si sa chi ha i voti e chi no e ci si comporta di conseguenza”.

Pensa a un posto in Parlamento?

“Non penso a nulla”.

Sta pensando di passare con Alfano?

(Ride) “Ha fatto un passaggio importante. Questi personaggi mi divertono molto. Sono convinto che Renzi non sia un democristiano di sostanza”.

Che pesce sarebbe allora?

“Mi sembra che sia uno che aveva l’idea che questo Paese deve fare un passo in avanti. Si è fatto friggere in un referendum importante perché convinto che l’Italia dovesse adeguarsi agli altri stati europei. Hanno vinto gli altri, compreso un ex pezzo del Pd”.

La differenza tra Renzi e Orlando?

“Anche Orlando è di livello. Qualche anno fa venne a Viterbo invitato da Mancinelli, Ricci e Ciprini. Lo invitammo perché doveva fare un congresso e sostenere Chiamparino. Poi si tirò indietro ma è persona valida, con cui si può ragionare. L’unica cosa che non mi convince è lo sguardo verso l’Ulivo e il proporzionale”.

Il proporzionale piace a tanti, a sinistra e al centro …

“Piace per motivi di poltrona e di carriera. Perdere il maggioritario sarebbe una sconfitta. Rappresenta l’unico modo per governare veramente. Serve garantire possibilità di decisione e rapidità. Il mondo è cambiato, non si può pensare di essere come cinquanta anni fa. Anche se non vedo nessuno intenzionato a cambiare questa legge elettorale”.

Unico modo forse sarebbe la vittoria dei Cinque Stelle con il 40% e quindi poi riterranno la legge sbagliata e punteranno a cambiarla. No?

“Sì, così avremmo toccato il fondo”.

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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