
E’ stata la settimana della mozione di sfiducia al sindaco Leonardo Michelini. E’ senza dubbio questo il fatto politico più rilevante degli ultimi sette giorni.
A presentarla 13 consiglieri, il numero richiesto da regolamento per avanzare una mossa politica così forte. L’operazione è stata possibile grazie al passaggio definitivo, senza se e senza ma, dei consiglieri del Gal all’opposizione.
Francesco Moltoni e Sergio Insogna si sono sommati quindi agli altri e al gruppo si è unito Goffredo Taborri, da tempo in minoranza ma restio a firmare la precedente mozione di sfiducia che da mesi i Cinque Stelle fanno sventolare in sala d’Ercole.
A questo punto la partita politica si gioca tutta sui nervi. Gli oppositori sanno che la maggioranza è piena di malumori e crepe interne e che il vero collante di Michelini è la paura di andare tutti a casa, consegnandosi a un voto degli elettori che difficilmente per gli attuali amministratori del Comune risulterebbe favorevole.
Consapevoli però dello scontento che diversi consiglieri nutrono verso il sindaco, considerato eccessivamente immobile da alcuni e propenso a promesse continuamente avanzate quanto disattese, ci stanno provando. Anche perché con la mozione di sfiducia ogni consigliere dovrà prendere posizione e dire se sta con Michelini, legando quindi il proprio destino politico anche futuro alla figura e ai risultati del primo cittadino, o meno.
La partita a scacchi entra nel vivo.


















