
VITERBO – Mozione di sfiducia verso la sindaca Frontini, la raccolta delle firme per sostenerla si ferma a 8 ma ne servono 13 per presentarla.
Il documento è approdato, come annunciato nei giorni scorsi da alcuni rappresentanti delle minoranze, in sala d’Ercole. Al momento ha trovato 8 sostenitori che hanno firmato: Andrea Micci (Lega), Luisa Ciambella (Bene Comune), Laura Allegrini Pietro Amodio e Matteo Achilli (FdI), Giulio Marini (FI-UdC-Fondazione) e i dissidenti Letizia Chiatti e Marco Bruzziches (Misto). Con l’ingresso di Gianluca Grancini in surroga ad Antonella Sberna che si è dimessa ieri dal consiglio comunale le firme arriveranno a 9. Mancano all’appello quindi 4 consiglieri per arrivare alla soglia minima per portare in aula la mozione.
La sfiducia non è stata firmata dai 4 consiglieri del Pd e neanche da Elpidio Micci (Forza Italia).
Le motivazioni della sfiducia contenute nel testo del documento sono le seguenti: “Dopo 21 mesi di amministrazione guidata dal sindaco Chiara Frontini, gli obiettivi proposti nel programma elettorale della coalizione che l’ha sostenuta risultano per la maggior parte disattesi. Ad oggi, nonostante le reiterate richieste dell’opposizione sui principali problemi della città, si registra una generica indifferenza dell’amministrazione ad affrontare le singole problematiche cogenti e a individuarne puntuali e tempestive soluzioni.
“Le promesse di tempestive e rapide soluzioni promesse dal sindaco Frontini in campagna elettorale, alla base del suo successo elettorale, sono state puntualmente disattese una volta arrivata al governo della città. Nonostante la decennale campagna elettorale condotta dalla sindaca sui temi del decoro, della pulizia, del rilancio del centro storico, della legalità, della sicurezza, della promozione turistica e del rilancio culturale, del benessere sociale, dell’efficienza della macchina amministrativa comunale, ad oggi, sempre dopo 21 mesi di amministrazione, si constata invece un visibile degrado del decoro ambientale, sociale ed economico”.
La firma dei 4 consiglieri dem permetterebbe la discussione in aula ma gli stessi si sono sfilati sostenendo che si tratti di propaganda, considerato il fatto che poi non ci sarebbe comunque il numero sufficiente per fare passare la sfiducia finendo per rafforzare con un voto a vuoto in aula, anziché indebolire, l’attuale maggioranza.


















