Movimento Cinque Stelle: "A Palazzo dei Priori esiste una minoranza camaleontica"
consiglio comunale
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Al Comune di Viterbo c'è una minoranza camaleontica, capace di fare opposizione all'amministrazione Michelini a giorni alterni. Ne è intimamente convinto il Movimento Cinque Stelle. 

Al Comune di Viterbo c’è una minoranza camaleontica, capace di fare opposizione all’amministrazione Michelini a giorni alterni. Ne è intimamente convinto il Movimento Cinque Stelle. 

“Cosa ci si aspetta da una minoranza quando una giunta è in forte difficoltà? Che “affondi il colpo”, smascherando una maggioranza zoppicante sul punto di crollare da un momento all’altro… giusto? Sì, forse in un “paese normale”.
Non a Viterbo, dove chi si spaccia per fiero oppositore di Michelini sui media è pronto a offrire più di una stampella d’appoggio al “nemico” in nome di un bieco camaleontismo di comodo in vista di futuri rimpasti – scrivono dal Movimento -.

Questo è quanto appena accaduto in consiglio, come potrete capire a breve. Era il febbraio del 2015 quando il nostro portavoce interrogava l’amministrazione sulla delibera 428 datata 18 novembre 2014 con cui la giunta autorizzava il passaggio al grado superiore di 4 agenti di polizia locale per motivi onorifici.

Nell’interrogazione si esprimevano le nostre perplessità sulla scelta di tale tipo di onorificenza e il timore che questo potesse esporre in seguito l’amministrazione a possibili danni derivanti da eventuali ricorsi, anche e soprattutto in previsione della regolamentazione definitiva inerente proprio l’organizzazione delle forze di polizia locali che la regione Lazio si apprestava a varare.

Malgrado le rassicurazioni avute, ripetevamo in consiglio le nostre perplessità ma rimanevamo, come al solito, inascoltati. L’altro giorno improvvisamente, le nostre argomentazioni sono tornate prepotentemente alla ribalta visto che il consiglio, a seguito dell’emanazione della citata regolamentazione, avrebbe dovuto approvare la delibera che inviava alla regione i dati della polizia locale che invece, a seguito del rinnovo delle nostre perplessità è stata re-inviata per l’ennesima volta alla commissione di riferimento.

In sostanza, i nostri dubbi sembrano oggi condivisi da tutta la maggioranza, che non ha voluto discutere la pratica, malgrado le rassicurazioni di sindaco e assessore. Evidentemente le nostre osservazioni erano legittime e se nel 2015 si fosse dato dato ascolto agli “incompetenti grillini”, forse Michelini & Co. non avrebbero fatto l’ennesima brutta figura, trovandosi a dover ringraziare parte della minoranza per averli di fatto tolti dagli impicci (grazie ai cinque consiglieri astenutisi e ad altrettanti usciti dall’aula) sulla proposta di rinviare in commissione la pratica.

Solo il nostro portavoce e altri due consiglieri hanno votato per discutere la pratica che tra l’altro, lo ricordiamo, doveva essere approvata già 9 mesi fa. Un atteggiamento, quello della minoranza, che ha lasciato il nostro portavoce esterrefatto, convinto come è che di fronte a una maggioranza in difficoltà, addirittura in seconda convocazione, non si dovesse concedere nulla sotto il profilo tecnico e che a risolvere il problema dovessero essere proprio i consiglieri di maggioranza.

Questi avrebbero potuto semplicemente votare a favore, se convinti della bontà del testo e rassicurati dagli interventi di sindaco ed assessore, o non farlo, se persuasi dalle nostre argomentazioni. Grazie all’uscita della minoranza, invece, la difficile situazione è stata evitata per un soffio. Una strana convergenza, quella creatasi, che lascia ben pochi dubbi su chi davvero porti avanti una opposizione a oltranza verso quella che ritiene da tempo un’amministrazione inefficace e incompetente e chi, invece, lo fa evidentemente a giorni alterni”.

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