Movimento 5 Stelle: "A Palazzo dei Priori troppi Pinocchi'
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I pentastellati: "Abbiamo aperto la scatola di tonno viterbese, portando alla luce la verità dietro le tante ipocrisie".

Chi si fosse trovato a passeggiare per Piazza del comune intorno alle 19:45 la sera del 20 febbraio, avrebbe assistito a una insolita e divertente scena.

Alcuni “pinocchi” reggevano uno striscione del MoVimento 5 Stelle di Viterbo facendo da sfondo al consigliere De Dominicis che spiegava il motivo di questo piccolo flash mob. “L’iniziativa era nata con l’idea di dare il nostro addio – raccontano i pentastellati viterbesi – all’ultima speranza di poter andare al voto in tempi brevi prima di un possibile commissariamento, sfumata due giorni prima quando praticamente nessuno dei consiglieri si era presentato all’appuntamento con il portavoce 5 Stelle per prenotare un salutare appuntamento di massa dal notaio”.

“Nell’arco di poche ore, però, si veniva a sapere che la crisi si era magicamente risolta – continuano i grillini – e che una improbabile maggioranza (lo era anche all’inizio del mandato del nostro sindaco) si era improvvisamente ricomposta. Nulla di particolarmente sconvolgente, per noi: era il più probabile degli scenari che
avevamo previsto e paventato.

Due mesi di tentennamenti, di dimissioni da cariche, di consigli semideserti, di
dichiarazioni altisonanti, di sedie bruciate nei “focaroni” e, sopratutto, di un Comune ibernato in una eterna vacanza natalizia ed impossibilitato a fare ciò che ci aspetteremmo dalle istituzioni: governare e risolvere problemi.

In questi due mesi si sono svolte battaglie, bracci di ferro e trattative dietro le quinte. Equilibri di potere anche di primo piano sono stati posti sulla scacchiera, costringendo alcuni a perdere la propria credibilità e altri a ritrattare ciò che avevano dichiarato con tanta veemenza.

A breve sapremo chi avrà guadagnato e cosa da questa farsa, ma di una cosa siamo certi: a perdere è stato il cittadino, sulla cui pelle si è, come sempre, giocato.

D’altronde si sa, “l’uomo ha la memoria corta. Una giornata di sole basta per far
dimenticare tutto…” diceva saggiamente Josè Saramago. Noi vorremmo provare a smentire questo ultimo assunto con il nostro lavoro, fungendo anche da promemoria per i viterbesi.

In questi due mesi abbiamo fatto ciò che da sempre ci contraddistingue: da un lato
continuare a fare proposte utili per il bene dei cittadini (ad esempio baratto amministrativo, microcredito alle imprese e assegno civico) dall’altra abbiamo “aperto la scatola di tonno viterbese”, portando alla luce la verità dietro le tante ipocrisie.

In questa ottica la nostra mozione di sfiducia del 24 gennaio (firmata solo da Chiara Frontini), il recente invito alle “dimissioni” rivolto a minoranza ed ai 7 apparenti “dissidenti” (non ce ne vogliano se usiamo il soprannome con il quale sono stati sinora indicati) di maggioranza e, appunto, la nostra iniziativa a voler significare come Palazzo dei Priori sia frequentato da troppi “Pinocchi”.

Perché… “la purezza non è solo dire la verità, ma è anche non ascoltare le bugie”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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