Movida viterbese, Palazzo dei Priori vuole riscrivere "il patto per la notte"
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VITERBO - Il tema della movida nella zona monumentale del centro storico è un tema caldo, che coinvolge diversi portatori d'interessi. Ci sono i gestori dei locali, i fruitori e i residenti. I primi due gruppi in contrapposizione spesso al terzo. 

VITERBO – “Vogliamo riscrivere il patto per la notte, così come il piano del commercio”. Questa la posizione di Chiara Frontini sulla questione spinosa delle notti viterbesi. 

Il tema della movida nella zona monumentale del centro storico è un tema caldo, che coinvolge diversi portatori d’interessi. Ci sono i gestori dei locali, i fruitori e i residenti. I primi due gruppi in contrapposizione spesso al terzo. 

La questione più spinosa è quella degli orari. Negli ultimi anni infatti sono state praticate azioni restrittive che hanno portato a chiudere i locali piuttosto presto per quelli che sono gli standard di chi vive la notte. Risultato? Ragazzi scontenti ma anche registratori di cassa dei locali in astinenza da liquidità. 

L’amministrazione Frontini vuole affrontare in maniera netta la situazione entro il 2023. “Dobbiamo uscire dalla logica dell’”orario” visto come elemento a sé, altrimenti un punto di incontro tra le varie istanze non si troverà mai. Procederemo coinvolgendo i vari portatori d’interesse e quindi arriveremo a una posizione ragionevole e condivisa”. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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