
VITERBO – L’estensione dell’orario di apertura dei locali del centro fino alle due di notte si è rivelato prezioso per ridare un minimo di serenità agli imprenditori operanti nel settore, e anche per rendere la città meno grigia.
“L’orario esteso alle due di notte per venerdì, sabato e prefestivi è una condizione essenziale per lavorare bene e per garantire un servizio nell’ottica di una città con vocazione turistica, salvo restando il fatto che ci deve essere attenzione da parte dei locali per quanto riguarda la musica e del Comune per quanto riguarda il controllo di situazioni che creano problemi”. Ci raccontano tra i gestori delle attività.
E proprio sull’argomento sicurezza gli ultimi tempi hanno reso lampante e chiaro a tutti un fenomeno: sono le zone della città senza locali ad avere maggiori problemi di sicurezza e vivibilità. E questo ci dà ragione su quanto scritto in passato quando sostenevamo che spazzare via la movida, con decisioni accontenta-elettorato, rischiava di consegnare la città a spacciatori e via dicendo. E pensare che quando sostenemmo le buone ragioni dei gestori dei locali venimmo interessati da insulti, accuse di essere “beoni” e tante altre belle parole che naturalmente non ci fecero mutare posizione di mezzo millimetro.
La stagione, grazie all’estensione degli orari di chiusura, è andata meglio. Bravi gli imprenditori che ci hanno messo del proprio, anche dalle proprie tasche, per migliorare le cose. Tutti i fine settimana infatti i locali di San Pellegrino, per fare un esempio, pagano personale incaricato della sicurezza.
Qualcosa da migliorare c’è: “Ci vuole accortezza per la pulizia delle strade, accortezza per il conferimento dei rifiuti anche da parte dei residenti e di chi altro vive il centro – continuano i titolari delle attività -. Spesso i cestini sono pieni di buste d’immondizia di casa”.
L’estensione dell’orario ha quindi migliorato la situazione generale, con buona pace dei detrattori e di chi voleva togliere la notte ai ragazzi e gli incassi a chi lavora in nome del proprio interesse personale. Un interesse spesso maldestramente accontetato.


















