
VITERBO – Movida viterbese, le immagini (come quella utilizzata per la copertina di questo articolo, che lo precisiamo per evitare equivoci è di repertorio n.d.r.) di come era rimarranno un miraggio per lunghi mesi. Sicuramente per tutta l’estate.
Una cosa è certa: i locali del capoluogo devono ripartire. Devono perché il loro non è un gioco ma un lavoro, che permette di vivere a chi ci ha scommesso e investito e ai tanti dipendenti che sono necessari per fare funzionare tutti gli ingranaggi. Una premessa è quindi d’obbligo: guai a banalizzare la questione. Non possiamo permettercelo. Non possono i media, non può la politica.
Altra cosa certa è che bisogna trovare il modo di fare quadrare diversi aspetti: la sicurezza e la tutela della salute, la possibilità di garantire presenze ai locali.
Per evitare assembramenti uno strumento praticabile è quello dell’aumentare gli orari di apertura e infatti diversi locali hanno già presentato richiesta a Palazzo dei Priori per una proroga oltre all’una.
Già stanno arrivando appelli per evitare di mettere in vigore per l’estate la famosa ordinanza che vieta il consumo di alcol fuori dai locali. Misura che farebbe a testate con le disposizioni anti Covid-19.
C’è infine il bisogno di evitare assembramenti e sta circolando tra i gestori della movida, soprattutto nella zona monumentale della città, la disponibilità a sostenere una sorveglianza privata.

















