Mala-movida a Tarquinia, il sindaco Sposetti: “Città sicura, nessuna tolleranza per inciviltà e violenza”
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Il sindaco di Tarquinia rassicura sulla sicurezza cittadina dopo recenti episodi di violenza giovanile, annunciando più controlli e collaborazione con le forze dell’ordine.

TARQUINIA – In seguito ad alcuni recenti episodi di cronaca avvenuti nella zona del Lido e che hanno generato preoccupazione tra i cittadini, il sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, è intervenuto pubblicamente per rassicurare la popolazione e ribadire l’impegno dell’Amministrazione comunale in materia di sicurezza urbana, con particolare attenzione alla movida serale e notturna.

Il primo cittadino ha sottolineato che Tarquinia “è e continua a essere una città sicura” e che i fatti accaduti non devono alterare l’immagine di una comunità fondata su vivibilità, ospitalità e rispetto delle regole.

Sposetti ha ricordato che fin dall’inizio del suo mandato è stato mantenuto un dialogo costante con Prefettura, forze dell’ordine e altre autorità competenti, chiedendo un rafforzamento dei controlli nelle aree più frequentate, specialmente nei fine settimana e nelle ore serali. L’obiettivo, ha precisato, è prevenire situazioni di disagio e contrastare comportamenti violenti o incivili. Il sindaco ha inoltre ringraziato le forze dell’ordine per il lavoro svolto con “professionalità, presenza costante e grande senso del dovere”.

A nome dell’Amministrazione comunale, ha infine ribadito la volontà di promuovere momenti di aggregazione e socialità fondati sul rispetto reciproco, definendo la movida un’occasione di svago e non un motivo di tensione. Sposetti ha invitato tutti a mantenere un clima di equilibrio e responsabilità, evitando allarmismi o speculazioni che rischiano di alimentare un senso di insicurezza nella comunità.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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