Movida a San Pellegrino, Della Rocca: "Mettete le manette a chi fa vandalismo e reati"
San pellegrino
800 Monastero
VITERBO - Il vetro posteriore di un'automobile parcheggiata in via del Gonfalone sfondato con un cartello stradale dai vandali. Un episodio che fa scattare i nervi a Giulio Della Rocca, patron della Via degli Artisti (spazio in via di Pietra di Pesce che ospita arte e cultura).

VITERBO – Il vetro posteriore di un’automobile parcheggiata in via del Gonfalone sfondato con un cartello stradale dai vandali. Un episodio che fa scattare i nervi a Giulio Della Rocca, patron della Via degli Artisti (spazio in via di Pietra di Pesce che ospita arte e cultura).

“San Pellegrino by night? Sia chiaro, sono di parte. Di quella parte che vuole San Pellegrino il cuore pulsante dell’economia della città. Dove i turisti vengono, fanno un giro felici e scattano tante foto, anche alla T di Tuscia in Fiore immersa in una marea di colori nella tradizione di San Pellegrino in Fiore; grazie Malè e Fontana – così Giulio Della Rocca -.

Ed invece che succede? Questa povera 600, parcheggiata in via del Gonfalone sempre come la
mini rosa, è stata oggetto di “lancio di segnale” la prima volta e semplicemente ri-rottura dello
stesso vetro poche notti fa. Credo poterlo dire a nome mio e dei miei vicini di “bottega”: voglio la presenza fisica di qualcuno che possa mettere le manette ai primi che fanno gli spiritosi. Addirittura si parla di baby Gang. Sono di parte, voglio che artisti e curiosi vengano alla Galleria ed a San Pellegrino. Sono di parte, quella della città che tengo stretta al cuore. É nell’interesse di tutti. Sopratutto per i poco interessati che vengono in centro una volta ogni tanto. Manette pronte o pattuglia stabile. Perché non si fa?”.

 

800 Monastero
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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