Morte Gino Pucciarelli, assolti i cinque medici
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VITERBO – Il noto architetto era deceduto dopo un intervento alle tonsille. Gli imputati erano accusati di omicidio colposo.

VITERBO – Morte Gino Pucciarelli, assolti i cinque medici accusati di omicidio colposo.

Il tribunale di Perugia ha assolto i cinque medici dell’ospedale Silvestrini accusati di omicidio colposo dopo la morte di Gino Pucciarelli, noto architetto viterbese.

Pucciarelli, 49 anni, è morto il 16 luglio 2015 all’ospedale Silvestrini di Perugia, tredici giorni dopo una tonsillectomia e cinque giorni dopo un secondo intervento a causa di un’emorragia.

Il gup ha prosciolto con ampia formula tutti gli imputati. Il primario del reparto di otorinolaringoiatra Giampiero Ricci, il chirurgo Luigi Giuseppe Gallucci e la dottoressa viterbese Maria Cristina Ricci, l’otorinolaringoiatra Paolo Pettirossi e l’anestesista Carla Monacelli. Oggi in aula la pm e la parte civile (avvocato Luca Mecarini, legale della famiglia Pucciarelli) avevano chiesto condanne per tutti i medici, ad eccezione dell’anestesista Monacelli. Il giudice ha però assolto tutti i cinque imputati.

Molto clamore, tanto da far arrivare il caso fino alle cronache nazionali, era stato destato dal fatto che Pucciarelli, la sera prima dell’intervento, avrebbe lasciato di nascosto l’ospedale per andare a fare la spesa e partecipare a una cena a casa della dottoressa Cristi.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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