
Alla nostra redazione è arrivata una lettera firmata che abbiamo deciso di pubblicare, tutelando però l’identità dell’autore. Non è una scelta presa alla leggera, ma dettata dal clima acceso che questa vicenda ha generato: l’indignazione è forte, diffusa e palpabile. Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto decine di email, tutte con nome e cognome, segno che l’argomento tocca profondamente la comunità viterbese. Sui social, i commenti si sono moltiplicati, e in tanti ci hanno scritto per esprimere solidarietà dopo l’editoriale con cui abbiamo condannato senza mezzi termini lo sciacallaggio che sta montando attorno a questa storia.
“La morte di Leonardo ha colpito tutti. È stata una disgrazia. Da agente di polizia locale in pensione ho lavorato sulle strade una vita, e di incidenti ahimè ne ho visti molti, troppi, causati dai più svariati motivi. Ma mai avevo visto mettere sotto sequestro una strada e sotto “accusa” pubblica un sindaco. Anche questo tragico evento è stato sfruttato per demolire l’immagine di una persona. Questo è accaduto a seguito della morte di Leonardo. Ed è inaccettabile. Perché a pagarne, oltre che Chiara Frontini e la sua giunta, è Viterbo.
Il continuo tentativo di annientare politicamente (e non solo) la prima cittadina fa male alla città. All’immagine e all’appeal di Viterbo, che interessa poco a qualche direttore di giornale pieno di livore ed odio personale.
Le strade a Viterbo si stanno asfaltando come mai prima e tra due anni ho l’auspicio e la sensazione che avremo una città migliore, questo i viterbesi lo riconosceranno.
Purtroppo questa campagna di disinformazione quotidiana, in atto ormai da qualche anno a questa parte, tendente a minare la reputazione della città rischia di dare ai non viterbesi e non solo una immagine distorta di Viterbo.”


















