Morte di viale Trieste, il messaggio di un agente di polizia locale in pensione: "mai avevo visto mettere sotto 'accusa' pubblica un sindaco"
Centro storico Viterbo - Di Giovancarlo
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Anche questo tragico evento è stato sfruttato per demolire l'immagine di una persona. Questo è accaduto a seguito della morte di Leonardo. Ed è inaccettabile. Perché a pagarne, oltre che Chiara Frontini e la sua giunta, è Viterbo.

Alla nostra redazione è arrivata una lettera firmata che abbiamo deciso di pubblicare, tutelando però l’identità dell’autore. Non è una scelta presa alla leggera, ma dettata dal clima acceso che questa vicenda ha generato: l’indignazione è forte, diffusa e palpabile. Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto decine di email, tutte con nome e cognome, segno che l’argomento tocca profondamente la comunità viterbese. Sui social, i commenti si sono moltiplicati, e in tanti ci hanno scritto per esprimere solidarietà dopo l’editoriale con cui abbiamo condannato senza mezzi termini lo sciacallaggio che sta montando attorno a questa storia.

“La morte di Leonardo ha colpito tutti. È stata una disgrazia. Da agente di polizia locale in pensione ho lavorato sulle strade una vita, e di incidenti ahimè ne ho visti molti, troppi, causati dai più svariati motivi. Ma mai avevo visto mettere sotto sequestro una strada e sotto “accusa” pubblica un sindaco. Anche questo tragico evento è stato sfruttato per demolire l’immagine di una persona. Questo è accaduto a seguito della morte di Leonardo. Ed è inaccettabile. Perché a pagarne, oltre che Chiara Frontini e la sua giunta, è Viterbo.

Il continuo tentativo di annientare politicamente (e non solo) la prima cittadina fa male alla città. All’immagine e all’appeal di Viterbo, che interessa poco a qualche direttore di giornale pieno di livore ed odio personale.
Le strade a Viterbo si stanno asfaltando come mai prima e tra due anni ho l’auspicio e la sensazione che avremo una città migliore, questo i viterbesi lo riconosceranno.

Purtroppo questa campagna di disinformazione quotidiana, in atto ormai da qualche anno a questa parte, tendente a minare la reputazione della città rischia di dare ai non viterbesi e non solo una immagine distorta di Viterbo.”

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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