Morte di Marco Settimi, Cobas Cotral: "Al fianco del lavoratore e della famiglia della vittima"
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"Le nostre più sentite condoglianze vanno ai familiari della vittima, ai quali ci uniamo in questo momento di grande dolore".

VITERBO – Morte di Marco Settimi, il sindacato Cobas dei lavoratori Cotral esprime il proprio profondo cordoglio per la tragica perdita di una vita umana in seguito all’incidente avvenuto il 31 gennaio 2026, incidente che ha coinvolto un’autovettura e un pullman del trasporto pubblico locale Cotral sulla Cassia Sud.

“Le nostre più sentite condoglianze vanno ai familiari della vittima, ai quali ci uniamo in questo momento di grande dolore. Desideriamo augurare una pronta guarigione ai feriti, sia tra i passeggeri del pullman che tra gli occupanti dell’auto – così in una nota l’organizzazione sindacale -. Esprimiamo in particolare, solidarietà al collega autista coinvolto nell’incidente, ribadendo il suo impegno quotidiano, così come quello di tutti gli autisti, nel garantire la sicurezza dei passeggeri e degli utenti della strada.

Auspichiamo che tutti i soggetti coinvolti: istituzioni, datori di lavoro e in particolare i sindacati firmatari dei contratti collettivi di lavoro, vigilino affinché vengano adottate tutte le azioni necessarie per limitare i rischi connessi con l’attività lavorativa. augurandoci che vengano implementate tutte le misure di sicurezza

Come sindacato di base ribadiamo come il benessere di tutte le persone coinvolte siano la nostra priorità promuovendo una maggiore attenzione alla sicurezza stradale, affinché simili tragedie possano essere evitate in futuro”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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