Morte di Aurora, l'ordine dei medici: ''No ai processi sommari''
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VITERBO - Lanzetti: ''Ci associamo al dolore della famiglia. Occorre accertare la verità dei fatti senza alimentare panico o sfiducia''

VITERBO – ”Il consiglio dell’Ordine e io personalmente ci associamo al grande dolore della famiglia Grazini per l’improvvisa e prematura scomparsa della giovane Aurora. 

Riteniamo però doveroso rappresentare che quanto appare quotidianamente sulla stampa e nei talk show espone a giudizi sommari una categoria professionale, quella dei medici, che con dedizione, professionalità e umanità svolge il proprio servizio supplendo a volta anche a carenze d’organico e organizzazione. 

Pur rispettando il diritto di cronaca, riteniamo che non sia proficuo per nessuno portare avanti processi sommari, basati spesso sul ”sentito dire”, che espongono la categoria a un attacco mediatico inutile per la soluzione del caso concreto, dannoso per l’immagine della sanità tutta e per la fiducia che vi ripongono i cittadini.

Aspettiamo l’esito delle indagini; lasciamo che gli inquirenti facciano come sempre il loro lavoro serenamente evitando giudizi di condanna anticipati.

L’informazione ha un ruolo molto importante nella gestione di notizie che riguardano casi dolorosi come quelli di Aurora. Occorre accertare la verità dei fatti non alimentando panico o sfiducia tra gli utenti nei confronti dei medici viterbesi di cui posso testimoniare l’elevata professionalità ospedaliera e territoriale”.

Antonio Maria Lanzetti, presidente Ordine dei Medici di Viterbo

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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