Morte di Achille Perilli, l'ultimo saluto di Bagnoregio all'artista
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BAGNOREGIO - Un'operazione di grande livello, curata da Davide Sarchioni e con il prezioso contributo di Nadja Perilli, nata dalla collaborazione tra Comune di Bagnoregio, Casa Civita, Vetrya, Fondazione Luca e Katia Tomassimi e Terra Media Lady Art.

BAGNOREGIO – Bagnoregio saluta il grande artista Achille Perilli, scomparso domenica 17 ottobre all’età di 94 anni. Nel 2019 e per i primi mesi del 2020 a Palazzo Petrangeli, nel centro del paese della Teverina, la grande mostra ‘Achille Perilli Beyond’. Un’iniziativa che ha visto la sua gemella negli spazi di Vetrya a Orvieto.

Un’operazione di grande livello, curata da Davide Sarchioni e con il prezioso contributo di Nadja Perilli, nata dalla collaborazione tra Comune di Bagnoregio, Casa Civita, Vetrya, Fondazione Luca e Katia Tomassimi e Terra Media Lady Art.

“Ancora forte il ricordo di quell’appuntamento con il linguaggio artistico di uno dei più grandi maestri del Novecento – così il sindaco di Bagnoregio Luca Profili – che ha messo in evidenza il nostro territorio in una belle sinergia con una realtà imprenditoriale internazionale come Vetrya. La notizia della scomparsa di Achille Perilli ci commuove e intendiamo esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai suoi cari”.

“A pochi mesi dalla sua nascita Casa Civita ha avuto l’onore di lavorare a una mostra che era nata nello spirito di un omaggio al maestro Perilli. Un’azione che ha acceso i riflettori di un certo target sulla nostra Bagnoregio e di cui siamo stati orgogliosi. Ci uniamo al dolore per la scomparsa di uno dei grandi artisti del Novecento”. Le parole dell’amministratore unico di Casa Civita Francesco Bigiotti.

Fondatore con Accardi, Attardi, Consagra, Sanfilippo e Turcato dello storico gruppo di ispirazione marxista Forma 1, Achille Perilli è stato un protagonista della scena artistica italiana del Novecento e uno dei padri nobili dell’astrattismo italiano.

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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