
VITERBO – Due medici accusati dalla procura di omicidio colposo nei confronti di Luigi Fallico, ex brigatista arrestato nel 2009 con l’accusa di costituzione di banda armata mentre stava organizzando un attentato a La Maddalena dove avrebbe dovuto svolgersi il G8.
L’uomo è morto il 22 maggio del 2013 stroncato da un infarto nella cella del carcere Mammagialla.
Secondo la procura i medici non avrebbero offerto l’adeguata assistenza rispetto al suo stato di salute. “Erano giorni che accusava dolori al petto, alle spalle, alle braccia e alla testa – racconta il compagno di cella – Con noi ne parlava, si confidava. Pochi giorni prima della sua morte si è anche accasciato a terra durante l’ora d’aria. Si vedeva che non stava bene, i medici gli hanno prescritto dei farmaci per la pressione alta. Ma non so quanto lo abbiano aiutato.
Fallico aveva presentato i primi segnali d’infarto il 18 maggio, il giorno dopo sarebbe dovuto andare ad un’udienza a Roma quando fu portano in infermeria e rispedito subito in cella senza nemmeno un elettrocardiogramma. La mattina dopo Fallico fu ritrovato morto nel letto della propria cella: ''Quella mattina ci siamo resi subito conto che qualcosa non andava – spiega il compagno di cella – Luigi si svegliava sempre intorno alle 6. Erano passate e da lui nessun segnale. Pensavano dormisse. Invece non c'era più''.


















