Morosità e sfratti, calo dell'81,25% del fenomeno nel Viterbese

VITERBO - Nel 2020 su tutto il territorio italiano gli sfratti emessi sono stati 32.536 con una diminuzione del 34,22% rispetto all’anno precedente, mentre nel nel Lazio 5.512 (-17,61%).
VITERBO – Morosità e sfratti, nel Viterbese sono stati registrati 220 provvedimenti emessi dal tribunale e di questi sono stati eseguiti 21. Questo è quanto emerge dai dati relativi all’ultimo report pubblicato sul portale del Ministero dell’Interno.
In massima parte si tratta di casi registrati nel capoluogo. Rispetto al 2019 si registra una riduzione dell’81,25%, effetto del blocco imposto dal Governo sulle procedure per il rilascio degli immobili nel periodo di pandemia.
Nel 2020 su tutto il territorio italiano gli sfratti emessi sono stati 32.536 con una diminuzione del 34,22% rispetto all’anno precedente, mentre nel nel Lazio 5.512 (-17,61%).

Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















