Morgan, da venditore di calzini a cittadino italiano modello d'integrazione
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VITERBO - Classe 1982, da dodici anni lavora nel supermercato del paese della Teverina. Qui è iniziata la sua storia bella con l'Italia. Prima un inferno, come quello di molti disperati. 

BAGNOREGIO – Da una settimana Morgan Nwokeaka è cittadino italiano. Ha giurato a Bagnoregio, nell’Alta Tuscia, davanti al sindaco Francesco Bigiotti. 

Classe 1982, da dodici anni lavora nel supermercato del paese della Teverina. Qui è iniziata la sua storia bella con l’Italia. Prima un inferno, come quello di molti disperati. 

L’arrivo nel BelPaese è del 2004, a Roma. Lì vive per otto mesi, gli scade il visto e diventa clandestino. Vive come può e inizia a vendere calzini per strada. E’ così che finisce a Bagnoregio, esattamente davanti al supermarket gestito da Giancarlo Cipriani e Marcella Zannini. 

La sua vita arranca così. Poi un giorno particolarmente duro, che invece si rivela quello dell’apertura della sua occasione. E’ un giorno di dicembre, prossimo al Natale. Freddo e neve sono contro Morgan. Lui è lì, come tutti i giorni, con il sorriso e i calzini in mano fuori dall’attività commerciale. Arriva l’ora di pranzo e il signor Cipriani chiude. 

Guarda quel ragazzo nigeriano che ormai stava davanti al suo negozio da tempo. Sente qualcosa dentro, lo saluta e lo invita a pranzare a casa sua. Quindi un’idea inizia a frullargli in testa: assumerlo e risolvere la situazione di quel ragazzo. La moglie Marcella è della stessa intenzione.

Decide di parlare con una suora di Bagnoregio proveniente dalla Nigeria. Qui un secondo segno, che diventerà definitivo per Giancarlo e Marcella. La suora infatti si rivela dello stesso paese di Morgan e i suoi cugini e i nipoti del ragazzo erano cresciuti insieme. 

Da questo punto si arriva a lunedì della scorsa settimana, giorno del giuramento. Ci si arriva dopo dodici anni di lavoro nel supermercato e documenti in ordine. Da cittadino italiano. 

“Ringrazio chi è venuto ad accompagnarmi in questo giorno speciale per me. Ringrazio il Signore e questa seconda famiglia che ho trovato in Italia e che mi ha fatto sentire a casa anche nei momenti difficili”. Queste le parole, strozzate dalla commozione, del ragazzo.

“Al Comune di Bagnoregio il colore della pelle non fa distinzioni. Qui le persone meritevoli e capaci troveranno sempre una casa, una comunità ad accoglierli. Morgan è l’esempio di una grande forza che caratterizza la nostra gente. In lui abbiamo trovato una persona straordinaria e da oggi troveremo, ne sono convinto, un cittadino modello. Rappresenta un modello d’integrazione”. Così Bigiotti. 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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