
C’è una grande avventura archeologica che è cominciata. Si tratta di uno studio internazionale che punta a scoprire cosa c’è dentro le viscere del monte Bisenzio. Il progetto, nato dalla storica collaborazione tra il ricercatore del CNR Filippo Delfino e l’archeologo Andrea Babbi, ha preso il via da qualche giorno.
La notizia è stata battuta dal giornale del lago di Bolsena Radiogiornale, che presenta anche un’intervista all’archeologo Babbi. Lo studio sul monte Bisenzio è importante, si tratta infatti di un’area dalla grande rilevanza storica e che nasconde sicuramente tesori.
Il progetto di ricerca coinvolgerà studiosi e ricercatori italiani, tedeschi e austriaci.
“Bisenzio è una rarità, non solo nel Lazio ma anche in Italia; oltralpe ci viene invidiata oltre che per le presenze archeologiche, anche per la cornice naturalistica e paesaggistica veramente unica. Da qui la possibilità di proporre altrove – cioè in Germania – questo progetto, naturalmente con l’approvazione e il sostegno del dott. Delpino e della Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale£”, spiega Babbi a Radiogiornale.
L’iniziativa è stata finanziata dalla Comunità Scientifica Tedesca e nasce dalla collaborazione tra il Museo centrale Romano Germanico di Mainz, l’Università Johannes Gutenberg di Magonza di Mainz, il Ludwig Boltzmann Institut di Vienna, l’Aerofototeca nazionale italiana, geologi attivi presso L’ISPRA, archeobotanici e archeozoologi tra le Università di Roma ‘La Sapienza’ e di Lecce. Il progetto ha ottenuto anche la collaborazione di una valida antropologa per lo studio delle ossa umane da alcune cremazioni, e ricevuto il patrocinio del CNR-ISMA, quello della Direzione Generale per le Antichità del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo.
L’indagine verrà condotta con moderne tecniche, che consentiranno di mappare le viscere del monte, senza effettuare operazioni di scavo. Si tratta quindi di un’indagine conoscitiva, di tipo geofisico e non invasivo.


















