Montalto di Castro, il Movimento Cinque Stelle contrario ad una colata di cemento sul fiume Fiora
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MONTALTO DI CASTRO – La senatrice Alessandra Maiorino, i consiglieri regionali Silvia Blasie Devid Porrello, il consigliere comunale Francesco Corniglia di Montalto di Castro e Il consigliere comunale Massimo Erbetti di Viterbo intervengono compatti: “un’opera altamente impattante a livello paesaggistico, ambientale ed economico che andrà a cambiare radicalmente il paesaggio marittimo”.

MONTALTO DI CASTRO – La senatrice Alessandra Maiorino, i consiglieri regionali Silvia Blasie  Devid Porrello, il consigliere comunale Francesco Corniglia di Montalto di Castro e

Il consigliere comunale Massimo Erbetti di Viterbo intervengono compatti per esprimere la loro contrarietà ad una colata di cemento sul fiume Fiora.

“Sono iniziati dopo anni, i lavori per la costruzione degli argini che dovrebbero mettere in sicurezza l’abitato di Montalto di Castro Marina dal fiume Fiora.

Il progetto della Regione Lazio prevede la costruzione di un muro che però andrebbe a cambiare radicalmente il paesaggio marittimo.

Come M5S abbiamo espresso contrarietà a questa soluzione sin dal 2013.

Noi vogliamo la messa in sicurezza, ma pensiamo si possa agire in maniera diversa senza intaccare il paesaggio ed evitare le possibili alluvioni, come quella del novembre 2012 intervenendo su quelle che secondo noi sono state grandi carenze, come le opere di manutenzione a monte del fiume dell’invaso del bacino di Vulci che potrebbe contenere all’incirca 14 milioni di metri cubi di acqua e la pulizia e manutenzione dell’alveo fluviale.

Il progetto a nostro avviso può ancora essere bloccato, modificato e migliorato, dando anche ai cittadini Montaltesi attualmente in protesta la possibilità di vedere accolte le proprie richieste.

Il tipo di intervento messo in cantiere sulla foce del fiume Fiora risulta essere superato dai principi della riqualificazione fluviale previsti. In particolare la realizzazione dell’argine in cemento armato sulla Foce del fiume Fiora è ampiamente in contrasto con le direttive europee che invece prevedono “pratiche sostenibili di uso del suolo, miglioramento delle azioni di ritenzione delle acque, inondazione controllata di certe aree” misure che è possibile adottare per il contenimento degli eventi di una piena.

La realizzazione dell’argine fatto da un muro alto circa 3 metri in cemento armato rappresenta pertanto una soluzione vetusta nei fatti e nei principi rispetto alle nuove teorie e tecniche dell’ingegneria naturalistica ed idraulica.

Come forza di governo sarà nostro dovere percorrere tutte le strade per arrivare a trovare un’alternativa a questo progetto informando i ministri e le forze politiche di maggioranza per cercare un dialogo con la Regione Lazio.

A tale proposito abbiamo già chiesto all’assessore regionale Alessandrini un incontro

per rappresentare le nostre perplessità in merito alla realizzazione dell’argine e per approfondire il perimetro di intervento dell’amministrazione regionale al fine di scongiurare la realizzazione di un’opera altamente impattante a livello paesaggistico, ambientale ed economico”.

 

 

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