Montalto, 160 proiettili in un relitto della II Guerra Mondiale
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MONTALTO DI CASTRO - Si trovavano all'interno di un relitto a 1,5 metri di profondità. Intervento del nucleo SDAI di La Spezia per neutralizzare e rendere inoffensivi gli ordigni.

MONTALTO DI CASTRO  – Dal 6 maggio al 24 maggio 2019 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS)del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso i Nuclei SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Ancona, Taranto e La Spezia, hanno condotto tre delicate operazioni rispettivamente nel lago di Garda, di fronte al lungomare di Barletta e al largo di Montalto di Castro tese a rimuovere e neutralizzare oltre mille ordigni.

In particolare di fronte alla costa di Montalto è intervenuto il Nucleo SDAI de La Spezia all’ interno di un relitto di una bettolina risalente all’ ultimo conflitto, per rimuovere e neutralizzare, a solo 1,5 metri di profondità, 57 proiettili da 75mm, 34 da 20 mm e 72 da 12 mm molti dei quali avevano esposto l’esplosivo contenuto all’ interno a causa dell’ intensa corrosione.

In occasione dell’inizio della stagione estiva è bene ricordare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti che per forme e dimensioni possano ricordare un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari di Comsubin al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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