Mongiardo: “Rappresenterò i giovani all’assemblea nazionale”
Mongiardo
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Melissa Mongiardo parla anche dell’ottimo risultato ottenuto dalla mozione Orlando a Viterbo, dove ha registrato un risultato di oltre 10 punti percenuali superiore alla media nazionale. “È la dimostrazione che si è lavorato bene. Quando si lavora capillarmente si ottengono risultati”.

“Rappresenterò i giovani all’assemblea nazionale”. La viterbese Melissa Mongiardo è stata eletta durante lo scorso congresso del Partito Democratico insieme ad altri due under-35, Sara Lilli e Guido Saffieri. “Rappresenteremo Generazione Y – ha spiegato a Sbottonati – e sono contenta di essere stata eletta a Roma in un collegio quasi di frontiera”. Si parla del collegio “delle Torri” (Torvergata, Torre Maura, etc) di un quartiere periferico.

“Quel territorio mi ha fatto fare una bella battaglia. Una periferia pura, un posto dove la politica è assente da tempo e non ci sono luoghi di aggregazione. Ho capito che la politica per come l’ho vissuta fino a ora è poca cosa. I problemi di Viterbo in confronto a quelli che vivono lì le persone, sono davvero il nulla”. Un modo per prendere un percorso nuovo. “Lì ci sono persone che non ci credono più, ed è da quelle persone che dobbiamo ripartire”.

Melissa Mongiardo parla anche dell’ottimo risultato ottenuto dalla mozione Orlando a Viterbo, dove ha registrato un risultato di oltre 10 punti percenuali superiore alla media nazionale. “È la dimostrazione che si è lavorato bene. Quando si lavora capillarmente si ottengono risultati”.

Anche una piccola polemica con chi vorrebbe traslare il risultato nazionale e ridisegnando gli equilibri locali. “Non mi piace – ha concluso – che si prenda la parte per il tutto. Abbiamo parlato della segreteria nazionale e non degli equilibri della segreteria viterbese. La federazione ha una gestione unitaria”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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