“Mi ritengo libera da mandato e da ora voterò di volta in volta secondo coscienza”, questa la posizione presa da Melissa Mongiardo. Pronuncia la frase e le si spezza la voce, un momento di commozione in aula per la giovane consigliera del Pd.
Il momento è delicato. Il ritorno in aula e la decisione di segnare un cammino particolare a lato della maggioranza. “Una maggioranza confusa, priva di collegialità”, così definisce la squadra di Michelini la Mongiardo.
Ha appena finito di parlare Francesco Serra. I sette stanno affrontando il tema delicato del loro ritorno in aula e del modo in cui intendono comportarsi. Melissa Mongiardo è concentrata, visibilmente emozionata. Ha sotto gli occhi un testo, a riprova dell’importanza del momento.
Fotografa il contesto: “Da metà settembre a oggi la situazione è immutata. Non c’è stata nessuna azione di responsabilità da parte del partito nazionale e del sindaco. Michelini è rimasto sordo per settanta giorni, mentre doveva dimettersi e lavorare alla ricomposizione della maggioranza. Il Pd nazionale e regionale è intervenuto a gamba tesa nella situazione, poi è diventato latitante.
Come gruppo dei sette è accaduto che ci siamo assopiti dalla parte della ragione, svegliandoci da quella del torto. Lo scenario è di fatto peggiorato dal 19 dicembre”.
Un affondo duro quello del consigliere sul Pd romano, che di fatto è intervenuto solo per allungare i tempi della discussione e non rendere possibile una caduta di Michelini prima del 24 febbraio, data che avrebbe permesso un ritorno alle urne a giugno.
“La nostra è stata una battaglia di dignità, oggi continuiamo a vivere una fase di stallo. Non c’è una prospettiva di soluzione della crisi. Mi ritengo da questo momento in consiglio libera da mandato. Mi auguro possa prevalere il buon senso e che le scelte prese dai cittadini siano rispettate”, continua il suo discorso.
Poi l’appello ai giovani: “Voterò di volta in volta secondo coscienza. Mi ritengo libera e mi rivolgo alla mia generazione, alla futura classe dirigente di questa città. Era questo che volevate quando ci avete eletti? Farsi eleggere giovani e abbracciare vecchie logiche di partito non fa parte della mia indole. C’è tutto il bisogno di essere giovani”. Una frecciata a qualche altro collega coetaneo?


















