Mongiardo: "Ai cittadini di Viterbo viene preclusa la possibilità di scegliere"
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Il consigliere comunale del Pd si scaglia contro l'atteggiamento degli uffici comunali dopo la battuta d'arresto del referendum sull'acqua

La cestinazione del referendum sull’acqua pubblica, richiesta da luglio con oltre 3mila firme, non smette di far discutere. Dopo le tante accuse lanciate dai comitati e da altri protagonisti della vita politica della Tuscia, ora arrivano anche le dure critiche di Melissa Mongiardo, consigliere di maggioranza a Palazzo dei Priori, che durante la crisi interna del Comune si è schierata con i “ribelli” di Serra e che non sembra intenzionata a far pace con il resto dell’amministrazione cittadina.

“Quando quasi 3500 cittadini manifestano la loro chiara volontà di partecipazione democratica, un’amministrazione ha il sacrosanto dovere di ascoltarli, mettendo a disposizione della città tutti gli strumenti democratici di cui, a norma di legge, si può disporre. Posto che siamo in una democrazia rappresentativa che di fatto delega a pieno titolo gli eletti a prendere delle decisioni in nome e per conto dei cittadini, ci sono delle decisioni così importanti per la vita quotidiana della città per cui è giusto promuovere percorsi partecipativi che vedano protagonista la cittadinanza tutta, soprattutto quando è la cittadinanza stessa a farsi portatrice di una problematica”.

“L’epilogo della I Commissione Consiliare di sabato mattina – continuano le dichiarazioni della Mongiardo – ha voltato un’altra, brutta, pagina dell’amministrazione della città. La seduta, convocata d’urgenza durante il Consiglio Comunale di venerdì, che doveva di fatto ‘dare un via libera alla pratica del Referendum popolare in tema di acqua pubblica’ in modo tale che potesse essere celermente discussa in Consiglio entro la scadenza del termine ultimo, si è chiusa con un nulla di fatto dovuto, principalmente, ad un completo disinteresse da parte degli uffici”.

“Con l’assenza – rimarca – del Segretario Generale, senza un altro dirigente, preavvisato e debitamente istruito sulla pratica, in grado di poterlo sostituire; con l’assenza di un parere sull’ordine del giorno, firmato e protocollato, con cui comunque, seppure in maniera ‘zoppa’, poter procedere; con l’assenza infine (certo meno grave) della Segretaria verbalizzante della commissione, la seduta, tolto uno spettacolo poco edificante per la democrazia della città, si è chiusa con un nulla di fatto che ha corrisposto ad una pietra tombale sulla possibilità di riconoscere ai cittadini la possibilità di poter scegliere”.

“Il diritto dei cittadini di esprimersi è stato violato – accusa la Mongiardo -, come poco chiaro e piuttosto discutibile è stato l’atteggiamento degli uffici che non hanno garantito alla commissione tutte le condizioni per poter lavorare e per poter discutere. L’epilogo della vicenda parla chiaro: a Viterbo ai cittadini viene preclusa la possibilità di scegliere; fatto grave che relega la cittadinanza ad una condizione di subalternità alla burocrazia amministrativa. Questo è il ‘nuovo inizio’ del Sindaco!”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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