
CANEPINA – Fase due con molti aspetti critici, per più di qualcuno sembra essere scoccato il “tana libera tutti”, con il risultato che i primi cittadini rischiano di andare sull’orlo di una crisi di nervi.
Abbiamo deciso di riportare le parole del sindaco di Canepina Aldo Moneta, particolarmente attento a richiamare i suoi concittadini al rispetto delle regole.
“Carissimi Canepinesi, mi giungono continue segnalazioni in merito a comportamenti non conformi alle regole.
Non nego che in quest’ultima settimana, quella della cosidetta fase 2, abbia personalmente notato un allentamento, da parte di alcuni, delle misure dirette a contrastare il diffondersi dell’epidemia a testimonianza che non sia stato ben compreso il senso di questa apertura.
Debbo ribadire che non siamo tornati alla normalità. Il percorso intrapreso non si è concluso e non possiamo permetterci di vanificare gli sforzi di due mesi. Ogni giorno, anche a Canepina, vengono effettuati tamponi e messe persone in quarantena a conferma che questo maledetto male è purtroppo vicino a noi.
Comprendo che rispettare le regole sia ogni giorno più difficile ma la posta in gioco, non mi stancherò mai di dirlo, è importante poiché è la vita umana, nostra e dei nostri congiunti.
Non voglio assolutamente impedirvi di usufruire di queste aperture che la nuova normativa ci ha concesso ma fatelo rispettando le regole: indossate sempre la mascherina quando state a contatto con le persone e tenetevi a debita distanza. Queste regole sono basilari e non possono essere tradite.
Ai genitori ribadisco che i minori possono uscire solo se accompagnati dal padre o dalla madre: fate rispettare questa regola ai vostri figli altrimenti saremo costretti a sanzionarli.
A chi fa passeggiate al campo sportivo, verso il cimitero, alla Fontanella o in qualunque altra strada comunale, ribadisco che è vietato creare assembramenti e che è fondamentale tenere la giusta distanza e indossare la mascherina se si parla con altre persone.
A chi va trovare un congiunto chiedo il rispetto delle regole: non ci si può fermare a pranzo o a cena con i parenti o con gli amici. La Polizia Locale non può entrare nelle vostre case a controllare cosa state facendo: mi appello quindi alle vostre coscienze.
Il mancato rispetto delle regole ci porterà di nuovo alla reclusione in casa: a quel punto bambini, adolescenti ed anziani sarebbero i primi a pagarne le conseguenze. Per questo vi chiedo di usare la libertà che è stata concessa senza abusarne, perché pensando di fargli del bene rischiate di riportarli ad una situazione spiacevole.
Ripeto: il periodo coronavirus non è finito. Le persone continuano a stare male e anche nel nostro paese continuano ad essere eseguiti dei tamponi. Con questo non voglio spaventarvi ma solo responsabilizzarvi sul fatto che, nel momento in cui dovesse ripresentarsi un caso, e non è escluso che capiti, sarà problematico riscostruire la rete dei contatti se non saremo stati adeguatamente attenti.
Mi auguro, da parte di tutti, maggior collaborazione e senso civico. In difetto, saremo costretti ad intervenire.
Confido in voi, sono certo che non ce ne sarà bisogno”.


















