
VITERBO – Le “Rosine”, le custodi storiche per 750 anni del corpo di Santa Rosa, che in vita sognò di diventare una suora clarissa, sono tornate a casa. Dallo scorso sabato sono ufficialmente di nuovo nel monastero di Santa Rosa, avendo lasciato definitivamente il monastero di Santa Cecilia a Città di Castello. Proprio il luogo di preghiera umbro, attivo da sei secoli, è stato chiuso.
In tutto sono arrivate a Viterbo dieci religiose: la badessa madre Carmela Salvato e altre nove monache. Altre due consorelle romene hanno optato per il ritorno nel proprio paese d’origine.
Rimane nel monastero suor Francesca Pizzaia, madre superiore delle francescane alcantarine e alla guida del monastero viterbese dal 2016.
Quella del ritorno delle Clarisse è una notizia importante per la città di Viterbo. Sono infatti parte integrante della storia della città e protagoniste centrali della fede e tradizione di Santa Rosa. Nei mesi scorsi le Clarisse hanno iniziato a essere presenti al monastero viterbese e lo erano anche in occasione dell’ultimo Trasporto della Macchina.

















