Monastero di Santa Rosa, 250mila euro per il restauro del tetto e degli affreschi
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Dal ministero per i Beni Culturali 250mila euro da utilizzare per la sistemazione del monastero delle suore di Santa Rosa.

250mila euro per la sistemazione del tetto del monastero di Santa Rosa e gli affreschi nelle sale interne. A deciderlo un apposito decreto del ministero dei Beni Culturali, firmato in queste ore dal ministro Dario Franceschini. Questi fondi vanno ad aggiungersi a quelli promessi dalla Regione Lazio, circa 150mila euro.

La notizia della pesante situazione in cui sta versando una parte dell’importante luogo religioso è diventata di dominio pubblico nello scorso mese d’aprile. Un problema che in realtà ha origini piuttosto antiche. Dal 1998 gli ambienti che conducono all’urna di Santa Rosa presentano dei problemi a causa di quella che viene definita  “la falla della colonna”. Il cedimento è stato puntellato, ma la situazione è precipitata in seguito alla grossa grandinata che ha interessato Viterbo in aprile.

L’altro problema riguarda una grossa crepa che insiste su un muro, che separa il refettorio antico dalla sala capitolare, dove si trovano due importanti affreschi. Uno raffigurante “L’ultima cena” e l’altro “La via crucis”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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