Mistero sulla sede del Cev, Erbetti (Cinque Stelle) pone la domanda ma nessuno sa rispondere
Comune di Viterbo
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VITERBO - "Alla mia domanda, semplice domanda, di ieri in consiglio comunale - spiega il pentastellato - su dove fosse la sede CEV, né l’assessore al bilancio né il dirigente hanno saputo dare una risposta. Né tanto meno, hanno saputo giustificare quale fosse il motivo dell’aumento delle spese di pulizia per quegli uffici fantasma".

VITERBO – “A volte i gialli non riguardano solo le persone, ma anche gli immobili comunali, cerco di spiegarmi meglio: per sapere dove si trova la sede del CEV, credo che saremo costretti a rivolgerci a ‘Chi l’ha visto'”, così il consigliere del Movimento Cinque Stelle Massimo Erbetti.

“Alla mia domanda, semplice domanda, di ieri in consiglio comunale – spiega il pentastellato – su dove fosse la sede CEV, né l’assessore al bilancio né il dirigente hanno saputo dare una risposta. Né tanto meno, hanno saputo giustificare quale fosse il motivo dell’aumento delle spese di pulizia per quegli uffici fantasma.

Dai grafici che l’amministrazione ci ha messo a disposizione, appare chiaro che nel 2018 erano stati preventivati, alla voce spese per pulizie, 100 euro, somma che oltretutto non è neanche stata spesa. Vediamo poi che nel previsionale 2019, ce ne sono addirittura 1.000. Il mistero si infittisce ancora di più, quando scopriamo che lo scorso anno all’ufficio
“scomparso” del CEV, per risparmiare, venivano staccati sia luce che acqua.

Forse per le spese previsionali si è pensato che non essendoci acqua, si sarebbe dovuto provvedere a delle pulizie a secco? Sicuramente molto più costose di quelle tradizionali. Forse ho fatto male a porre queste domande agli attuali amministratori. Riuscirò sicuramente
a svelare il mistero rivolgendo le mie domande a Federica Sciarelli”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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