Miss Keta e Dardust chiudono l’Eco Sound Fest 2025: techno, glitter e architettura brutalista per una notte da vivere
Eco Sound
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Miss Keta, Dardust e RIP (to rip) chiudono la decima edizione dell’Eco Sound Fest 2025 con una serata tra avanguardia elettronica, provocazione pop e contaminazioni sonore. Il festival si terrà il 25 e 26 luglio nel parco delle Ex Scuderie Farnese a Caprarola (VT).

CAPRAROLA si prepara a esplodere. Il 26 luglio 2025, tra le mura verdi del parco delle Ex Scuderie Farnese, va in scena il gran finale della decima edizione dell’Eco Sound Fest: un festival nato dal basso e cresciuto con una visione sempre più alta, sempre più libera. In chiusura, tre nomi conosciuti da tutti (o quasi): RIP (to rip), Dardust e Miss Keta. Tre modi diversi di stare sul palco, un’unica direzione: il futuro.

Ad aprire la serata, RIP (to rip): progetto nato nel 2023 dall’incontro tra Pierpaolo e Raffaele, che mescolano con coraggio la canzone d’autore italiana con la techno berlinese, l’elettronica inglese e suggestioni ambient e new age. Il loro live, fatto di chitarra acustica e synth, è una piccola cerimonia sonora, sospesa tra riverberi, beat ipnotici e testi evocativi. Hanno già conquistato i palchi di mezza Europa, incluso il Primavera Sound di Barcellona.

A seguire, Dardust. Compositore, pianista, produttore multiplatino, dietro i successi di Mahmood, Elodie, Irama, Lazza, Angelina Mango, e creatore di spettacoli che fondono musica, arte visiva e architettura sonora. Il suo nuovo show, “Urban Impressionism”, è un viaggio tra atmosfere elettroniche e suggestioni visive ispirate alla pittura impressionista e all’architettura brutalista. Non un semplice concerto, ma un’esperienza immersiva, una sfida alle convenzioni del live. Dardust torna all’Eco Sound Fest dopo l’indimenticabile esibizione del 2017, e lo fa più innovativo che mai.

A chiudere la serata, e il festival, sarà Miss Keta. Rapper, performer, icona queer e simbolo vivente della libertà di essere. Misteriosa dietro occhiali da sole mai abbassati, Miss Keta ha trasformato l’anonimato in linguaggio artistico, portando in scena un’estetica che mescola rap, pop, elettronica e provocazione. Il suo live è un rito liberatorio: ironico, audace, travolgente. Dai club milanesi ai più importanti festival europei, è diventata un fenomeno culturale, una voce senza volto che racconta il nostro tempo con sarcasmo e potenza.

L’Eco Sound Fest 2025 si terrà il 25 e 26 luglio nel parco delle Ex Scuderie Farnese a Caprarola (VT), ed è organizzato dalla Proloco Giovani in collaborazione con il Comune di Caprarola. Dieci anni dopo la sua nascita, il festival continua a crescere restando fedele alla sua visione: musica di qualità, accessibilità, attenzione al territorio e alla sostenibilità. Non è solo una rassegna musicale: è un piccolo ecosistema culturale che accoglie, diverte e fa pensare.

La serata di apertura, venerdì 25 luglio, sarà all’insegna del rap e dell’urban: sul palco saliranno Mondo Marcio (in esclusiva laziale), Tredici Pietro (in tour con il nuovo album) e il collettivo Sercho + Superdope Audio Showcase, tra i più interessanti della scena elettronica indipendente.

Oltre alla musica, il festival offre un’area concerti, un’area camping, uno spazio food curato dalla Proloco di Caprarola, due aree wine & beverage, una zona cocktail e un’area relax. Un piccolo mondo temporaneo dove tutto è pensato per stare bene e vivere la musica come esperienza collettiva.

Biglietti
– Ingresso giornaliero: 10 € + diritti di prevendita
– Abbonamento due giorni: 15 € + diritti di prevendita
– Ingresso gratuito per bambini fino a 12 anni
– Accesso gratuito per persone con disabilità (accompagnatore pagante)
– Prevendite su: www.ciaotickets.com/it/eco-sound-fest

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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