Mirko Luniddi presenta “Etnografia dei tombaroli della Tuscia”
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VITERBO - Si terrà sabato 25 gennaio alle 17,30 alla Libreria dei Salici.

VITERBO – Tutto pronto per la presentazione del libro e autore presente per il firmacopie di “Etnografia dei tombaroli della Tuscia” di Mirko Luniddi.

Si terrà sabato 25 gennaio alle 17,30 alla Libreria dei Salici.

“Etnografia dei tombaroli della Tuscia” è una ricerca sui tombaroli, coloro che trafugano in maniera illecita le tombe etrusche. L’indagine è localizzata nella zona della Tuscia.
Chi c’è dietro tutto questo? A chi sono destinate le opere d’arte trafugate illegalmente? Come lavorano questi tombaroli?

Per comprendere le mille sfaccettature di queste figure, l’autore è entrato in contatto con il “Grillo Rosso”, una figura chiave all’interno di questo mondo segreto.

La mafia si arricchisce costantemente con il commercio illegale di opere d’arte: dal contesto locale a quello internazionale la ricerca mappa le tappe della vendita clandestina di reperti.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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