Miranda Perinelli: "Favorire l'antimafia sociale riutilizzando i beni confiscati alla malavita"
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Nella Tuscia esistono 37 immobili sequestrati alla mafia che potrebbero essere usati per favorire laboratori, corsi e altre attività di formazione

Sono 37 nel viterbese i beni confiscati alle mafie. Un dato sul quale il segretario della Spi-Cgil di Civitavecchia-Roma Nord-Viterbo, Miranda Perinelli, invita a riflettere a fondo. Secondo i dati dell’agenzia nazionale per i bene sequestrati e confiscati, infatti, nella Tuscia esistono quattro aziende, un’abitazione civile, un’abitazione economica, una di tipo popolare, un villino, due alberghi e pensioni, due enti urbani, due fabbricati rurali, quattro tra magazzini e locali di deposito, una stalla, sei altri immobili e dodici terreni, che negli anni sono stati confiscati alla mafia

Ieri lo stesso segretario della Cgil ha anche partecipato alla Casa del Jazz di Roma alla proiezione in anteprima del documentario di David Fratini “Terre Rosse”, realizzato dalla casa editrice LiberEtà in collaborazione con lo Spi-Cgil. Il documentario racconta il lavoro che giovani e anziani portano avanti insieme nei campi e laboratori confiscati alle mafie. Impegno a cui ogni anno il sindacato dei pensionati partecipa in collaborazione con Arci, Libera, Cgil, Flai-Cgil, Unione degli universitari e Rete degli studenti medi.

“Il docufilm sui campi confiscati alla mafia – racconta Perinelli – ci dimostra come questi luoghi un tempo in mano alla malavita ora sono rinati perché coltivati da associazioni e da ragazzi. Ogni anno assistiamo anche a uno scambio tra generazioni, con Giovani e anziani volontari dello Spi che attraverso il lavoro della terra si mettono in contatto fondendo esperienze e creando amicizie che sembravano impensabili. Questo dimostra che l’antimafia sociale è un buon veicolo per promuovere una cultura per una società sana e semina anticorpi a favore della legalità”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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