Minimacchina di San Giovanni, "sollevate e fermi"
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Tra pochissimo il "sollevate e fermi" a piazza Dante per il 49esimo trasporto della Minimacchina di San Giovanni, meglio nota come "del centro".

Facchini della Minimacchina di San Giovanni pronti per il “sollevate e fermi”. Il terzo e ultimo per Bianca Speranza, ideata da Michele Telari ed Enrico Sciuga. Un artista, con una grande passione per santa Rosa (tanto da farne un lavoro), e un facchino insieme per una Minimacchina che ha convinto dall’esordio.

Con quella che è nota come la Minimacchina del centro si chiude per quest’anno la tradizione delle macchine votive portate a spalla dai facchini piccoli. Quello di quest’anno è il 49esimo trasporto. A guidare la formazione Alessandro Lucarini, nella veste di capofacchino. 250, questo è il numero dell’intera squadra vestita di bianco che è pronta a fare respirare a pieno il clima del tre settembre.

Il percorso inizia da piazza Dante Alighieri, procedendo poi su via Mazzini, Niccolò della Tuccia, della Verità, della Pace, dell’Orologio Vecchio, piazza delle Erbe, via Saffi, Fontanella di Sant’Angelo, Cavour, piazza della Repubblica, via Roma, piazza delle Erbe, Corso Italia, piazza Verdi, via di Santa Rosa, largo Facchini di Santa Rosa, via di Santa Rosa, via Casa di Santa Rosa per poi risalire via Mazzini e raggiungere di nuovo piazza Dante Alighieri. 1600 metri di percorso.

Alle ore 21 l’inizio del tutto.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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