Minacce al sindaco Ghinassi, Pd: "Solidarietà e appoggio alla battaglia contro le centrali geotermiche"
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VITERBO - "La natura delle parole usate contro Ghinassi non fanno altro che smascherare la natura del progetto rappresentato che è, a tutti gli effetti, un’aggressione al nostro territorio. Il Partito Democratico della provincia di Viterbo esprime la propria totale solidarietà ad Angelo Ghinassi e conferma la sua contrarietà alle istallazioni geotermiche sull’altopiano dell’Alfina per le quali non arretrerà di un millimetro". Così il Pd in una nota.

VITERBO – “Nelle scorse ore, a seguito di un’ordinanza del sindaco di Acquapendente con cui venivano regolati gli orari di vendita dei prodotti alcolici, si è aperto un dibattito legittimo che, però, per alcuni
pronunciamenti apparsi sui social, ha assunto il sapore di una vera e propria aggressione verbale del tutto inaccettabile

Ci riferiamo alle parole usate da un dirigente della società ITW LWK e Manager di Geotermia Italia che insulta con parole inqualificabili il Sindaco Ghinassi parlando di “somaro con la fascia”, annunciando “una lezione che non se la scorderà” e rendendo esplicite minacce di “punizioni esemplari””. Così il Partito Democratico provinciale. 

“Con ogni evidenza – continua in una nota il Pd – si tratta di un atto di intimidazione legato alle posizioni che il Comune di Acquapendente ha assunto in materia di geotermia, e per ciò ancora più grave perché privo del più elementare rispetto istituzionale da parte di un soggetto che rappresenta interessi particolari.

La natura delle parole usate contro Ghinassi non fanno altro che smascherare la natura del progetto rappresentato che è, a tutti gli effetti, un’aggressione al nostro territorio. Il Partito Democratico della provincia di Viterbo esprime la propria totale solidarietà ad Angelo Ghinassi e conferma la sua contrarietà alle istallazioni geotermiche sull’altopiano dell’Alfina per le quali non arretrerà di un millimetro.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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