
VITERBO – Un milione di euro circa in energia elettrica non incassato dal Comune di Viterbo perché dal 2003 a oggi gli impianti fotovoltaici realizzati venti anni fa, nel 2003, sui tetti delle scuole Egidi, Grandori e sugli uffici comunali di via Garbini non sono mai stati allacciati alla rete e caricati nel sistema GSE.
A questi vanno aggiunte diverse centinaia di migliaia di euro, la vulgata parla di 400mila euro, di affitti di negozi di proprietà comunale mai riscossi. Su questo tema, emerso dalle tenebre, ci teniamo a ringraziare il consigliere Bruzziches che con la sua attività ha acceso un riflettore importante.
Queste le due notizie più importanti venute a galla in questo anno di grazia 2024 e su cui sembrerebbe nessuno vorrebbe ficcare il naso. In una città dove si fanno le pulci e si creano grandi polemiche sui centimetri di erba nei prati (argomento legittimo anche quello, sia chiaro) sembra non interessare che milioni di euro dei viterbesi non siano stati incassati. Il tutto perché sono stati commessi, per decenni, errori grossolani e ben lontani dal buon governo della città.
Confidiamo ovviamente che a volere andare a fondo su questi due temi importanti sia la Procura di Viterbo ma al tempo stesso riteniamo che se ne interessi anche il consiglio comunale, composto da eletti chiamati a occuparsi della tutela degli interessi della città e dei cittadini. E quando si parla di soldi dei cittadini l’attenzione è sicuramente massima.
Esiste uno strumento di consiglio che ci permettiamo di suggerire: la commissione d’inchiesta. Attivare una commissione d’inchiesta del consiglio sui pannelli fotovoltaici mai entrati in funzione e una sui presunti affitti non riscossi ci sembrerebbe un ottimo modo di lavorare. La proposta potrebbe essere avanzata dai consiglieri di minoranza ma anche dalla stessa maggioranza. Magari quella sugli affitti potrebbe proporla e presiederla lo stesso Bruzziches. Fare chiarezza infatti su queste due vicende ci sembra essere un atto dovuto.

















