Migranti, Tomei: “Se c'è un regime di straordinarietà la Prefettura ce lo scriva nero su bianco"
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Una vicenda simile si è verificata anche a Viterbo dove all’ex Fiera secondo l’ex sindaco Giulio Marini sono state ignorati i vincoli urbanistici e si paventerebbe anche l’abuso edilizio.

“Se c’è un regime di straordinarietà, ce lo scrivano nero su bianco”. Il sindaco di Blera Elena Tomei lunedì (qui) ha partecipato alla conferenza stampa del Partito Democratico organizzata per parlare della questione dei migranti sul territorio provinciale e per criticare l’atteggiamento della Prefettura che dimostra di preferire le assegnazioni dirette ai privati, i grandi centri e la negazione del confronto con i Comuni della provincia di Viterbo.

A Civitella Cesi la Prefettura ha letteralmente spedito allo sbaraglio una ventina di persone ospitate per due giorni in una struttura senza acqua né luce, lontana da tutto e da tutti, dove non prendono i telefoni. Una situazione che ha fatto da mesi saltare sull’attenti il sindaco Elena Tomei che ha fatto di tutto per evitare che ciò potesse accadere. Ma senza fortuna. “Dalla Prefettura dicono che dobbiamo stare tranquilli e che ci pensano loro, ma non va bene. Innanzitutto perché i centri sono nel territorio comunale e dobbiamo garantire l’integrazione. Poi perché se ci sono delle irregolarità in assenza di comunicazioni ufficiali, dobbiamo agire in regime ordinario e fare le segnalazioni. Dicono che siamo in regime straordinario, ma se è così non basta che ce lo dicono, ce lo mettano nero su bianco”.

Una vicenda simile si è verificata anche a Viterbo dove all’ex Fiera secondo l’ex sindaco Giulio Marini (qui) sono state ignorati i vincoli urbanistici e si paventerebbe anche l’abuso edilizio. Ma la straordinarietà secondo quanto dice il sindaco Elena Tomei e quanto detto dai deputati democratici Alessandra Terrosi e Alessandro Mazzoli (qui) non esiste ancora.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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