Migranti, non solo le firme di Fratelli d'Italia: alcune associazioni si incontrano
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La possibilità di aprire un centro è comunque ancora tutta da scrivere, perché quella di via Bianchi era solo una manifestazione di interesse che sembra ancora non ufficiale.

Migranti, Fratelli d’Italia ha chiesto un incontro con il prefetto per consegnare le firme raccolte fuori le scuole di via Emilio Bianchi, contro l’apertura di una casa d’accoglienza per 50 migranti. Ma non è l’unico no, in campo. Alcune associazioni cittadine stanno cercando di fare rete per contrastare l’ondata di intolleranza e per aggiungere delle proposte e delle soluzioni al semplice e facile no contro l’accoglienza in un unico grande centro.

Dopo l’iniziativa che ha portato 225 persone a mettere in calce il proprio nome per ribadire che è “inadeguata e fuori luogo la scelta dell’ubicazione di una tale struttura in quella zona” di Fratelli d’Italia, criticata anche dal presidente dell’Istituto comprensivo Carmine Adone Calabrò che chiesto “fatti concreti, non di raccolta firme, di obiettività e trasparenza. Noi tutti, siamo per l’integrazione di tutte le persone di culture diverse”, in città continuano i movimento di realtà associative attive nel volontariato e nella solidarietà oltre all’Arci finita nel mirino di Fratelli d’Italia che non si accontenta delle risposte dell’associazione e dei dati, che sono pubblici. Per contrastare l’ondata di intolleranza e per trovare soluzioni da aggiungere al no condiviso contro l’accoglienza in un unico grande centro, e far rete sul territorio si stanno muovendo altre realtà della solidarietà cittadina.

La possibilità di aprire un centro è comunque ancora tutta da scrivere, perché quella di via Bianchi era solo una manifestazione di interesse che sembra ancora non ufficiale.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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