Migranti: Fratelli d'Italia risponde ad Arci e poi contrattacca
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Fratelli d'Italia parte all'attacco di Arci, ma il rischio così è che il dibattito si svilisca. Il tema è delicato e bisognerebbe domandarsi "come" fare e non "se".

Fratelli d’Italia risponde ad Arci sulla questione dei migranti, rilanciando con alcune domande provocatorie e ricacciando con sdegno l’accusa di razzismo. Il botta e risposta arriva ad alcuni giorni dalla raccolta firme realizzata da Fratelli d’Italia in via Bianchi di fronte alla scuole dove potrebbe nascere un centro di accoglienza.

Fermi su posizioni diverse Arci e Fratelli d’Italia entrambe le realtà condannano l’idea di un centro di accoglienza di massa in centro a Viterbo, ma con motivazioni diverse. Arci ha sottolineato l’importanza di tranquillizzare la popolazione in merito alla eventuale presenza di rifugiati e richiedenti asilo, sostenendo la necessità dell’accoglienza fatta in piccoli gruppi e sostenendo che la raccolta firme di Fratelli d’Italia di fatto cavalcava il razzismo e la paura di parte di cittadini, anziché contrastarli.

Ad Arci ha risposto proprio Fratelli d’Italia rivolgendo alcune domande relative all’accoglienza realizzata dall’associazione. Domande che vertono soprattutto sull’aspetto economico dei progetti di accoglienza e non sulle modalità della stessa. FdI chiede quanto valgono i progetti, se e quanti dipendenti ha l’associazione e se e quanti soldi vengono dati ai migranti. Pochi spunti sul come agire, per affrontare la questione.

La vicenda è comunque spinosa ed ancora, e questo è il principio cardine, non è chiaro chi abbia deciso di puntare sull’accoglienza di massa partecipando alla manifestazione d’interesse della Prefettura, senza concertazione con il Comune. Un punto questo su cui sembrano tutti d’accordo, anche se con motivi e atteggiamenti differenti.

Una cosa è certa, però. Le frontiere del paese e le porte della città non potranno chiudersi: i migranti ci sono e l’accoglienza è l’unico strumento esistente ad oggi per rispondere a questa necessità. La si può fare male, scavalcando gli enti territoriali, il confronto con le amministrazioni e derogando alla dignità di chi arriva, o la si può fare bene, rispettando le comunità locali e i migranti.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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