Migranti, denuncia alla Procura sui centri di accoglienza di Canino e Grotte di Castro
tribunale viterbo
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ROMA - "Le condizioni riscontrate sono inaccettabili: ambienti insalubri, carenza di servizi essenziali e persino bambini costretti a vivere tra infiltrazioni e muffa". A pronunciare queste parole la parlamentare del Partito Democratico Rachele Scarpa.

ROMA – “Dopo aver visitato i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) di Canino e Grotte di Castro, in provincia di Viterbo, gestiti dalla società Ospita Srl, ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica”. A pronunciare queste parole la parlamentare del Partito Democratico Rachele Scarpa.

“Le condizioni riscontrate sono inaccettabili: ambienti insalubri, carenza di servizi essenziali e persino bambini costretti a vivere tra infiltrazioni e muffa – continua la deputata Dem -.

Nel nostro Paese purtroppo il sistema di accoglienza è in stallo: nonostante le costanti denunce e sollecitazioni al miglioramento, continua a rappresentare più una sottrazione di diritti alle persone che un passo concreto verso l’integrazione. L’accoglienza, per funzionare, deve dare alle persone accolte le garanzie previste dalle norme internazionali e garantire degli standard a tutela e a vantaggio non solo di chi ne beneficia direttamente, ma della comunità territoriale tutta.

Non devono essere ammissibili leggerezza e noncuranza rispetto a un fenomeno complesso come la gestione delle migrazioni, proprio là dove invece sarebbero necessarie cura e visione. Se il sistema di accoglienza non viene gestito adeguatamente si crea lo spazio per le sue degenerazioni, fonte di insicurezza per le comunità ed emarginazione per le persone accolte.

La nostra attività ispettiva nei luoghi dell’accoglienza ha questo obiettivo: sostenere le autorità competenti nell’identificare e denunciare laddove vi sono problemi, in modo da poter cambiare, passo dopo passo, l’approccio complessivo alla gestione del fenomeno migratorio: superare le logiche emergenziali e di profitto, per valorizzare invece la dignità delle persone accolte e del personale che lavora in accoglienza, affinché sia uno strumento di sempre maggiore e più efficace integrazione e possa arrivare a rappresentare un elemento di grande valore per i territori”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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