Migranti, cure scarse e inadeguate nella Regione Lazio. Il rapporto 2017 del Banco Farmaceutico
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“La povertà sanitaria è un fenomeno che colpisce sempre di più i migranti e i rifugiati che arrivano e vivono in Italia. In particolare, il Lazio è la regione italiana con maggiore concentrazione di migranti che hanno difficoltà ad accedere a delle cure adeguate”. E’ quanto emerge dal Rapporto 2017 in occasione della “Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato”.

“La povertà sanitaria è un fenomeno che colpisce sempre di più i migranti e i rifugiati che arrivano e vivono in Italia. In particolare, il Lazio è la regione italiana con maggiore concentrazione di migranti che hanno difficoltà ad accedere a delle cure adeguate”. E’ quanto emerge dal Rapporto 2017 in occasione della “Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato” le cui parole d’ordine sono “donare per curare”: povertà sanitaria e donazione farmaci, promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onluse BFResearch e realizzato con il contributo incondizionato di IBSA dall’Osservatorio Donazione Farmaci (organo di ricerca di Banco Farmaceutico).

Secondo la ricerca gli enti benefici sostenuti da Banco Farmaceutico hanno fornito farmaci a oltre 580 mila utenti (si tratta mediamente del 12% dei poveri assoluti italiani). Tra questi facendo un’analisi attenta della composizione dei beneficiari per cittadinanza, emerge la prevalenza della componente straniera sia a livello nazionale (63,5%), sia nella maggior parte delle regioni (13), con l’eccezione della Valle d’Aosta  (31,6%), delle Marche (43,2%), dell’Abruzzo e del Molise (39%), della Puglia (31,4%), della Calabria (47,4%) e della Sardegna (44%). La massima
concentrazione di beneficiari stranieri si registra nel Lazio (80,2%).

Rispetto al 2016 assistiamo ad un aumento complessivo degli stranieri (+ 6,3 punti percentuali), più pronunciato nel sottogruppo femminile (+ 9 punti percentuali) che nel sottogruppo maschile (+ 4,3 punti percentuali). Si osserva anche che l’incidenza degli assistiti anziani si riduce (-5,2 punti percentuali), con un corrispondente aumento degli adulti (+ 2 punti percentuali) e dei minori (+3,2 punti percentuali). Tra gli assistiti stranieri del 2017 la componente anziana pesa solo per il 9,2%, molto meno della componente più giovane (0-17: 21,9%). Anche tra gli italiani la componente giovanile sopravanza, sia pure di poco, la componente anziana (20,9% vs 20,2%), mentre la componente adulta si contrae rispetto alla media generale (59% vs 65,2%).

Rispetto al 2016, va segnalato che tra gli italiani si registra un sensibile aumento degli assistiti in giovane età (+4,5 punti percentuali) e in età adulta (+3,3 punti percentuali), a cui corrisponde un altrettanto sensibile riduzione della componente anziana (-7,5 punti percentuali).

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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