Migranti, Arci Solidarietà: “Non c’è emergenza, c’è solo confusione”
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"L’emergenza non esiste, esiste solamente un sentimento di confusione e spaesamento dovuto ad una non chiara gestione del sistema di accoglienza da parte degli organi preposti e alle mistificazioni e alle campagne allarmistiche in atto sia a livello nazionale che locale".

Non c’è emergenza, c’è solo confusione. Arci Solidarietà Viterbo Onlus e il comitato provinciale di Arci Viterbo esprimono una totale condanna alla violenza fisica e verbale espressa ad Acquapendente dove una struttura è stata vandalizzata perché avrebbe dovuto ospitare alcuni richiedenti asilo.

L’emergenza non esiste – scrive l’associazione – esiste solamente un sentimento di confusione e spaesamento dovuto ad una non chiara gestione del sistema di accoglienza da parte degli organi preposti e alle mistificazioni e alle campagne allarmistiche in atto sia a livello nazionale che locale. Piani che si intersecano due volte. Sia a livello propagandistico, con forze che spingono per favorire la tensione, che a livello di gestione dell’accoglienza di migranti, con Comuni spesso scavalcati e non resi partecipi dal Governo centrale in merito alle politiche di integrazione sul territorio. Con una accoglienza pianificata, diffusa e non invasiva si allontana la possibilità che si creino tensioni e che monti l’esasperazione. Il tipo di accoglienza in appartamento, che Arci Solidarietà Viterbo da circa 15 anni coordina sul territorio provinciale con i progetti Sprar, è una buona prassi che viene sollecitata anche dall’ultimo accordo tra Ministero dell’Interno e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Contrastare l’accoglienza in grandi centri, preferendo quella in piccoli nuclei divisi in appartamenti in accordo con gli enti locali, è l’unica via per allontanare il pericolo di tensioni sociali e combattere la convinzione di alcuni cittadini di vivere in uno stato di emergenza”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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