Migranti all'ex convento dei Frati Minori di Valentano, Giampieri (FdI): "Scelta scellerata"
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VALENTANO - Interviene così sull'ipotesi di trasferimento di 40 migranti a Valentano il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Massimo Giampieri.

VITERBO – “Una scelta che definire scellerata è troppo riduttivo. L’indiscrezione che circola in queste ultime ore secondo cui trecento migranti sarebbero in arrivo nel Lazio è quantomeno allarmante”. Interviene così sull’ipotesi di trasferimento di 40 migranti a Valentano il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Giampieri.

“Dopo le immagini terrificanti provenienti da Lampedusa, con stranieri malati che scappano rendendosi irreperibili e seminando il panico tra la popolazione, ecco ora che, scene che ci apparivano distanti si presentano anche alle nostre porte, ponendo preoccupanti interrogativi – continua in una nota -. Le Prefetture infatti si troveranno a gestire, in collaborazione con le Asl, situazioni disordinate e caotiche, aggravate dalla necessità di effettuare tamponi, dividere i migranti sani dai positivi e disporre la quarantena per i malati.

Di questi trecento, circa quaranta con probabile contagio da covid 19, sarebbero destinati alla Tuscia, in particolare all’ex Convento dei Frati Minori di Valentano. In assoluto spregio degli italiani che hanno vissuto la quarantena forzata e stanno tuttora vivendo un periodo di costrizioni, il Viminale dimostra di adottare provvedimenti frettolosi e sbrigativi, con l’unico intento di passare la patata bollente da un comune all’altro per liberarsi da responsabilità scottanti e potenzialmente pericolose.

Trasferire migranti con rischio di positività al covid 19 a Valentano significa non solo calpestare i diritti dei cittadini della Tuscia, ma anche quelli degli stessi stranieri che sarebbero accolti in una struttura assolutamente inadatta al contenimento del contagio: l’ennesima scelta disastrosa di un Governo incurante dei bisogni reali dei suoi cittadini”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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