Microchip gratuito, il 2 ottobre nel cortile di Palazzo dei Priori
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VITERBO - Il consigliere delegato Perlorca: “Spero siano in molti ad approfittare di questa occasione. Evitiamo il canile e altri inutili traumi ai nostri amici a quattro zampe”.

VITERBO – Sabato 2 ottobre, dalle ore 10 alle ore 19, all’interno del cortile di Palazzo dei Priori, la quinta giornata del microchip gratuito. Non è necessaria la prenotazione. A darne notizia è il consigliere comunale delegato alla tutela e al benessere degli animali Ombretta Perlorca, che spiega: “Spero siano tante le persone che approfitteranno di questa preziosa opportunità. Un cane senza microchip, se smarrito, finisce in canile. E potrebbe finire anche peggio.

Un cane con microchip non correrà il rischio di non ritrovare più la propria famiglia. Evitiamo questi traumi ai nostri amici a quattro zampe. Il microchip è l’unico modo per rintracciare i proprietari che hanno smarrito il proprio cane. Tengo molto a questa importante iniziativa – ha sottolineato la delegata Perlorca -. Un’iniziativa che ho portato avanti insieme allo Sportello diritti degli animali del Comune di Viterbo. Dopo aver individuato i fondi necessari, abbiamo potuto mettere in piedi questa preziosa giornata di impegno civico e animalista.

Un ringraziamento particolare va al dottor Antonio Bullitta, medico responsabile del canile comunale, per la sua grande disponibilità e collaborazione. Per motivi organizzativi e amministrativi, legati al rispetto della destinazione dei fondi – precisa la delegata Perlorca – sarà possibile procedere all’inoculazione del microchip ai soli cani di proprietà di residenti nel territorio comunale, quindi Viterbo e frazioni. Tuteliamo i nostri amici a quattro zampe. Impegniamoci tutti per mettere un freno al drammatico fenomeno del randagismo”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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