"Michelini vuole chiudere le terme pubbliche?"
Santucci
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Il consigliere Gianmaria Santucci si fionda contro le politiche che il sindaco Michelini sta usando sul Bagnaccio. " Il bando uscito in questi giorni in cui si immagina che a gestire le terme libere sia una srl, e non una associazione senza scopo di lucro, fa pensare che si punti non a una gestione professionale del sito ma a una gestione in cui qualcuno ci guadagni".

“Sarà sicuramente utile che il comune faccia tutti i tavoli sul termalismo che crede…ma sarebbe certamente più utile se alle parole anche su questo tema seguissero i fatti!” E’ la critica del consigliere comunale Gianmaria Santucci, dopo il tavolo sul termalismo dei giorni scorsi, nel quale il Comune ha mostra piani e progetti per le terme di Viterbo.

“Ormai da mesi va in scena il continuo scontro fra la giunta Michelini e tutti gli operatori del termalismo viterbese. Chi ha un ricorso al TAR, chi una causa penale, chi aspetta da mesi una risposta, chi viene gentilmente fatto oggetto di visite di insospettabili controllori e chi, come gli utenti del Bagnaccio è vittima della schizofrenia del sindaco Michelini e della sua giunta”.

“Eh già perché la nuova puntata dell”affaire” Bagnaccio – continua Santucci – stavolta rischia di oltrepassare il ridicolo di una vicenda che è sotto gli occhi di tutti e che sinceramente inizia a far pensar male. Perché infatti tanta aggressività verso una delle pochissime strutture libere funzionanti? Infatti il bando uscito in questi giorni in cui si immagina che a gestire le terme libere sia una SRL, e non una associazione senza scopo di lucro, fa pensare che si punti non a una gestione professionale del sito ma a una gestione in cui qualcuno ci guadagni…”

“E allora mi chiedo come si pensa che ci guadagna chiunque possa utilizzare 2 litri al secondo da una fonte che senza problemi ne potrebbe concedere molti di più? Sapendo poi che solo il 30% sarà possibile utilizzarlo con servizi aggiuntivi mentre il restante 70% andrebbe lasciato libero senza né controlli né pulizia? Praticamente quello uscito dal bando è un progetto che lascerebbe il sito abbandonato a se stesso. Ma allora, caro sindaco Michelini, – conclude il consigliere comunale – ci faccia capire come si può fare un bando che dice che le terme libere le deve gestire una srl che utilizza solo 2 litri e che potrà usare solo il 30% dell’acqua disponibile? Non è che per caso si punta a chiudere tutto così qualche altro privato potrà aprire facendo lucro da qualche altra parte? E cosi dire addio alle terme libere a Viterbo? Al prossimo consiglio la facile sentenza”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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